La Biosì nel ranking mondiale: Sora spiazza circa 1700 concorrenti

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Dal 1975 al 2017 ne ha fatta di strada l’Argos Volley: in 42 anni di vita ha collezionato tanti momenti emozionanti ed è arrivata a disputare la massima serie nazionale, partita dopo partita, stagione dopo stagione. Li ha vinti tutti i campionati per accedere alla SuperLega, senza fusioni, senza titoli acquistati, ma sul campo, dalle […]

Coach Maurizio Colucci alla guida della preparazione della Biosì

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Nonostante tutte le problematiche che stanno tenendo banco in questi giorni circa la migrazione della Biosì Sora a Frosinone, i bianconeri continuano ininterrottamente e con zelo il lavoro della preparazione. A guidarli, in assenza dell’head coach Barbiero – impegnato con la nazionale under 19 – c’è ancora una volta lui, il secondo allenatore Maurizio Colucci.
Imprescindibile punto di riferimento del club volsco, Colucci non è solo un mister altamente professionale e dalle indubbie capacità, ma un’icona, il simbolo per eccellenza della pallavolo sorana, colui che, con anni di lavoro e passione, si è preso cura di tantissimi gioielli targati Argos, dalle giovanili alla prima squadra. Colucci incarna il volley lirense e le tante vittorie, tra cui quella più bella, l’indimenticabile galoppata che condusse la Biosì alla SuperLega e che gli valse il soprannome “sindaco di Sora”. Averlo nuovamente al timone è una garanzia di risultato, umano e sportivo, con il grande impegno collaterale che lo porta nelle scuole di tutto il comprensorio ad avvicinare tantissimi giovani allo stile di vita sano che la pallavolo, con la sua anima pulita, rappresenta.

“Sono orgoglioso della riconferma nel mio ruolo da parte della società – racconta il mister sorano -, per la fiducia reciproca ottenuta dentro e fuori dal campo da parte mia, dei dirigenti e della proprietà di questa grande società, per il lavoro svolto e i risultati raggiunti ma soprattutto per la sinergia di pensiero e di lavoro che ci unisce. Per me parte tutto dalla passione e dall’amore per questo sport: dietro c’è un lavoro mentale e tecnico indescrivibile ai non addetti, con ore e ore di studio e preparazione. Con questa società ho avuto tante soddisfazioni ma quelle che sento maggiormente stanno nel vedere i piccoli miglioramenti, giorno dopo giorno, in ogni gesto che un’atleta compie, oltre chiaramente alla buona prestazione in gara e all’apprezzamento dei componenti dello staff, dei dirigenti e dei tifosi”.

Lo stesso Colucci continua esponendo gli obiettivi per questa stagione, frutto dell’esperienza della passata:

“Dal mio punto di vista è molto importante, vista anche la giovane età degli atleti, aiutarli a crescere mentalmente, tecnicamente e tatticamente. Essere ambiziosi, combattere in ogni partita per fare più punti possibili: bisogna fare in modo che ognuno di loro dia sempre il massimo in partita ed in allenamento. Siamo convinti di aver allestito una bella squadra e sono pienamente appagato del materiale tecnico e umano a disposizione. Ho visto tutti i ragazzi in buone condizioni dal punto di vista fisico, mentre tecnicamente ci attende un bel lavoro”.

E il “bel lavoro” è già in atto:

“In queste settimane stiamo dando più spazio alla preparazione fisica con sedute di pesi, piscina, beach volley, ma non mancano quelle tecniche, sebbene di condizionamento fisico – prosegue Maurizio. Posso dire che stiamo svolgendo un’ottima preparazione ed i ragazzi stanno rispondendo con grande motivazione, entusiasmo ed impegno. I nuovi innesti si stanno inserendo molto bene e tutto procede come da programma”.

Un ultimo sguardo, mister Colucci lo volge allo staff di cui fa parte, ovviamente quello tecnico, di cui dice:

“Sono molto contento del lavoro della società che ha subito riconfermato tutti e preso un grande allenatore come Mario Barbiero, che conosco da sempre e per il quale nutro rispetto e fiducia; sono sicuro che sia la persona giusta per Sora e per il tipo di squadra che abbiamo costruito. Alla base del nostro progetto c’è il coinvolgimento di tutta l’equipe, ognuno per le proprie competenze, perché siamo convinti che sia il modo migliore per lavorare in serenità e raggiungere risultati positivi. Concordare il lavoro è di fondamentale importanza sia per l’omogeneità delle esercitazioni proposte dallo staff che per la comprensione dei giocatori. Ogni figura dell’entourage ha il suo campo di intervento, ma le varie componenti, dalla tecnica alla tattica passando per quella atletica, devono andare nella stessa direzione e questo è un compito di regia, di organizzazione, che Mario saprà svolgere al meglio”.

 

Cristina Lucarelli – Biosì Sora

Il consigliere Bruni sulla Biosì Sora: “Ricaduta economica zero!” ma intanto si sono registrati 30mila visitatori…

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Una puntata dopo l’altra, emergono tutti i tasselli di un copione surreale, fatto di situazioni che indignano, di frasi che offendono l’intelligenza, di una mancanza di tutela di una ricchezza comune che rammarica, amareggia. Giorno dopo giorno, bisogna fare il punto su quanto detto pubblicamente da patron Gino Giannetti ai microfoni di Pasquale Mazzenga e di Nuova Rete, bisogna fare un ritratto fedele del frangente che sta vivendo la Biosì Sora e del perché lo stia vivendo per far comprendere quale sia la verità, anche se fa male.

Dal consiglio comunale del 21 luglio, quello richiesto ad hoc sulla querelle riguardante il PalaGlobo, emerge un quadro clinico assurdo:

“Qualcuno parla di ricaduta economica sul territorio, ma avete degli elementi in tal senso? La verifica l’ha fatta il sottoscritto, girando ristorante dopo ristorante, alberghi, hotel, B&B di Sora. Non c’è stata un’attività che ha dichiarato di aver avuto benefici o, se ci sono stati in qualche paese vicino Sora, dovremmo fare un consiglio comunale allargato. Quindi, la ricaduta è pari a zero”,

questa è la sconcertante dichiarazione del consigliere Massimiliano Bruni, che dunque liquida l’apporto valoriale, commerciale e d’immagine di una SuperLega equiparandosi a istituti d’indagine e svolgendo la sua personalissima inchiesta con la superficialità di poche ore. All’amministratore, Giannetti risponde così:

Quando Massimiliano Bruni dice che non c’è stata ricaduta economica, io vorrei che questa cosa fosse analizzata: non si può asserire che siccome un gruppo di persone è andato magari ad alloggiare presso un albergo che per puro caso fa comune di Isola del Liri, oppure ha mangiato ad Arpino, allora non c’è stato un solo euro speso sul territorio. Qualcuno dovrebbe spiegargli che siamo in Europa, nel pieno della globalizzazione, e che Garibaldi ha fatto l’Italia mentre noi non riusciamo a definire come comprensorio un’area che spazia tra Sora, Isola del Liri ed Arpino. Forse queste persone sono inadeguate”.

Ed invece, come messo a referto dalla stessa Lega, 30mila appassionati, tra sorani e visitatori provenienti tanto da Modena quanto da Vibo Valentia, tanto da Trento quanto da Latina, sono passati nella città volsca a lasciare traccia di come una serie A abbia il potere di muovere le masse in ogni dove. Ottimo punteggio ottenuto dopo le analisi di qualità e performance realizzate da società specializzate nel settore  e che hanno sottoposto l’Argos Volley anche ad una Ghost Visit con il massimo dei voti o quasi in ogni settore analizzato. Inoltre il PalaGlobo è stato protagonista di un’altra cifra da record: coefficiente di riempimento del 96%, pari ad una media di 1915 posti occupati in ogni gara casalinga, posti occupati anche da quei famosi 30mila di cui prima. Per non parlare dell’entourage che si trincea dietro i marchi Argos e Biosì, gente che lavora grazie alla pallavolo, da chi si sostenta a chi percepisce comunque un rimborso in un momento particolarmente triste dal punto di vista professionale. Anche questi devono pagare dazio? E poi le testimonianze degli stessi gestori, riportate giusto qualche mese fa in seguito all’accordo “Incoming”, un pacchetto che combinava l’evento partita ad una cena o una degustazione in una varietà di locali del comprensorio, oppure ad un pernotto, o ancora ad un’attività caratteristica. Forse l’errore del club bianconero è stato cercare di promuovere realtà anche al di fuori del proprio orticello, come l’Hotel Mingone di Arpino, per citarne uno. Però le dichiarazione, ci arrivarono anche dagli stessi sorani, di cui riportiamo degli stralci: Giovanni Sabatini, proprietario della pizzeria Doppio Zero disse

“Da quando Sora è in SuperLega, più di qualcosa è cambiato, un po’ per tutti. La visibilità e il lustro dati dalla massima categoria nazionale di uno sport che sta prendendo sempre più piede in Italia, cominciano a farsi sentire. Il seguito del pubblico avversario è notevole ed è rincuorante vedere nuovi volti a passeggio tra i locali della nostra città. Personalmente, presso la mia attività, ho avuto modo di servire vari tavoli che hanno approfittato del momento-gara per restare qui ad assaggiare una buona pizza”;

oppure Alberto Vitale, proprietario della Taverna Re Fuoco raccontò che

Sicuramente l’avvento di questo sport a Sora, unica serie A cittadina, ha determinato un influente incremento della clientela presso il nostro locale nelle giornate di campionato; clientela di tifoseria ospite e nostrana, soprattutto, ma anche delle varie dirigenze che si alternano ai nostri deschi”.

Allora ci verrebbe da chiedere: vuoi che queste 30mila persone non abbiano consumato nulla? Non abbiano preso un caffè o un panino? E, ancora: ma gli stessi atleti, dove pagano gli affitti? Dove vivono, mangiano, comprano, si vestono, escono? E gli stessi sorani che si recheranno a Frosinone a tifare la loro squadra del cuore, ad oggi, dove si tratterranno per il post partita? Questi soldi spesi tra gli esercizi commerciali, i nostri esercizi commerciali, possono davvero corrispondere a zero, come dichiara Bruni? No. La matematica non è un’opinione. Quindi no.

To be continued…

Cristina Lucarelli – Biosì Sora

Gino Giannetti e la “scelta politica” che allontana la Biosì Sora dalle scuole, dalle parrocchie, dai giovani

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Un’intervista piena di amarezza, la delusione dovuta alla poca tutela di un patrimonio che non era unicamente sportivo, ma anche sociale ed educativo e di contro, l’orgoglio, la consapevolezza di aver lasciato un’impronta che niente e nessuno potrà cancellare. Questo è quanto emerge chiaramente dalla testimonianza che il patron della Biosì Sora, Gino Giannetti, ha rilasciato al direttore di Nuova Rete, Pasquale Mazzenga, a cui ha raccontato il percorso Argos Volley, da dieci anni a questa parte, da Sora a Frosinone, da Frosinone a Sora e poi nuovamente dalla città bianconera a quella gialloblu. Perché la Biosì è costretta a lasciare la sua città, le sue scuole, le sue parrocchie, a salutare il suo habitat naturale e a confinarsi in un nuovo spazio, che certamente non è quello dei suoi natali, ma l’unico che ne consente la sopravvivenza. Se Sora non ha saputo fare nulla per proteggere una sua ricchezza, l’Argos ha invece fatto tanto per questo territorio:

“Ci rimango male quando ascolto in consiglio comunale che il minigolf è una scelta politica, che è stato deciso di fare qualcosa sostenendo uno sport per tanti piuttosto che uno per pochi – spiega Gino Giannetti. Evidentemente queste persone non hanno avuto modo di andare nelle scuole perché credo siamo gli unici a portare attrezzature nei plessi. Abbiamo normalmente avvicinato a questa pratica gratuita almeno 9500 ragazzini quest’anno, e dovremmo fare ancora meglio. Penso che questi signori non siano entrati ultimamente in una parrocchia, dove noi abbiamo portato il nostro piccolo contributo. Abbiamo creato un protocollo d’intesa con la diocesi Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo e siamo stati ricevuti dal Papa per il modello operativo completamente innovativo che abbiamo proposto, un modello che adesso sta per essere copiato dalla Lega in tutta Italia: noi andiamo nelle nostre parrocchie, con i nostri atleti a capire la realtà quotidiana che ci circonda, e parlare di religione e di valori a tutto tondo. Ascoltare questo tipo di dichiarazioni da parte del nostro sindaco Roberto De Donatis fa veramente male, non solo a me o alla società Argos, ma penso faccia male a tutti quelli che ci hanno finora sostenuto e che credevano nelle nostre iniziative”.

Forse in corso Volsci, tra le mura dell’aula consiliare, non tutti sanno che le attività Argos Volley per i più giovani hanno generati fatti, non parole, numeri concreti, non chiacchiere: 2/3 visite a settimana in tutte le scuole del comprensorio, per un totale di circa 50 appuntamenti che hanno visto gli atleti della SuperLega portare la loro testimonianza di sportivi in tutta la valle di Comino; circa 1200 alunni e circa 500 bambini delle parrocchie invitati a vedere le partite della Biosì Sora; 3 progetti in essere per i ragazzi del comprensorio – “Progetto Oasi dei Sapori Volley Cup”-“Progetto Diocesi”. “Progetto Accoglienza Hospitality” – per un totale di 9500 studenti; 14 esercitazioni svolte dagli alunni dell’Alberghiero di Sora, corso Ricevimento-Sala-Cucina, per la sala Hospitality e “accoglienza pubblico” nel palazzetto (per le quali l’ente scolastico ha riconosciuto crediti formativi) per un totale di oltre 100 alunni coinvolti. Questo apporto è una tangibile e netta dimostrazione dell’amore che il club lirense ha per i suoi luoghi di appartenenza, dove opera quotidianamente, mettendo in campo risorse umane ed economiche per raggiungere questi risultati e regalare una possibilità di sano sviluppo al futuro. Perché il futuro sono quei ragazzetti che hanno parlato con Rosso di religione, che hanno palleggiato con Mattei, che si son fatti spiegare da Santucci come vive un giocatore professionista, che hanno sognato di fare la stessa strada di Lucarelli; quei ragazzetti che adesso, nello stesso posto dove si accingono alla lezione di catechismo, poi possono divertirsi a giocare a pallavolo con il kit regalato dall’Argos Volley. Ma la scelta politica è stata quella di allontanare questa realtà. Scelta politica”.

Cristina Lucarelli

Preparazione, Giacomo Paone spiega il lavoro fisico della prima fase.

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Terminata la prima settimana di preparazione, la Biosì Sora si ferma giusto nel giorno di ferragosto per riposare e godersi la meritata giornata di festa, ma sempre con in mente l’obiettivo di questo periodo, ossia raggiungere la migliore forma fisica possibile. A tale scopo il lavoro differenziato, svolto sotto la guida di coach Maurizio Colucci – mister Barbiero è fuori sede in quanto impegnato con gli azzurrini dell’under 19 -, coadiuvato dal suo team, è propedeutico alla prevenzione da infortuni, alla valutazione dei singoli atleti e soprattutto alla stagione agonistica vera e propria. Sedute di piscina e beach volley completano il normale training tra palestra e tecnica, scelte studiate a tavolino dal competente staff, come spiega il preparatore atletico Giacomo Paone:

“Nei primi mesi di preparazione il lavoro prevede un duro allenamento per mettere su i primi mattoni, quelli fondamentali al fine di costruire la squadra. Soprattutto nelle prime settimane, si lavorerà molto in sala pesi, con la ghisa e con specifici esercizi funzionali in base al ruolo. L’allenamento sarà svolto anche in piscina e sul campo da beach volley, dove si andrà a migliorare la propriocezione.
Da settembre il carico cambierà, lasciando la piscina e la sabbia e si continuerà a lavorare in sala pesi e sul taraflex. Avendo avuto contatti con loro nel periodo precedente alla preparazione ho elaborato dei protocolli personalizzati da svolgere nel mese di luglio, affinché arrivassero già pronti atleticamente per affrontare la mole di lavoro odierna e della stagione a seguire. Quindi la macchina – giocatore è già in movimento; riprenderemo con un carico di lavoro e un’intensità che andranno via via aumentando e modificandosi in base alle esigenze personali. Sempre in ambito di preparazione atletica, gli esercizi svolti inizialmente saranno analitici, per poi arrivare ad esercizi sempre più specifici per il volley, quelli che porteranno il singolo e il collettivo ad uno stato di forma ottimale fin dalla prima parte del campionato. Il gruppo è giovane e credo che sia un ottimo punto di forza per noi, sia per la quantità che la qualità di allenamento che potrà sostenere, sia per i tempi di recupero e sopratutto per la fame di successo che ha”.

Ieri, mercoledì 16, la franchigia volsca ha ripreso appunto il proprio percorso di allenamento e lo ha fatto sul taraflex del PalaGlobo di via Ruscitto alle ore 17.45; per la giornata di oggi invece è prevista una doppia seduta, alle 9.15 piscina e nel pomeriggio, alle 18.00, sabbia; venerdì si prosegue con la palestra al mattino, a partire dalle ore 9.00, mentre al pomeriggio Fey e colleghi potranno avere una mezza giornata di riposo; sabato si riparte con la piscina alle 9.15 e il beach volley alle ore 18.00, mentre domenica sarà concesso uno stop per tutto il giorno. Per chi volesse curiosare, la preparazione è aperta al pubblico.

Cristina Lucarelli – Biosì Sora

Gino Giannetti: “Il motivo per il quale oggi noi siamo a Sora”.

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Dopo aver vinto il Campionato di Serie B2, nella stagione 2008/2009 la Globo Pallavolo Sora fa il suo esordio nella serie nazionale di B1 ospitando le sue sfidanti all’interno del Pallone Tensostatico di via Sferracavallo, non prima però di aver provveduto, a spese della società Argos Volley, all’adeguamento della struttura alle esigenze regolamentari della categoria con un investimento di circa €70.000 mai richiesti all’ente comunale.
Nuovo look per le mura casalinghe e roster potenziato con atleti top di categoria per una stagione esaltante che ha vissuto un testa a testa spettacolare con Gela fino alla penultima giornata quando, con 26 vittorie e 3 sconfitte la Globo Pallavolo Sora ha conquistato sul campo la promozione in Serie A2 continuando a scrivere pagine importanti della sua storia sportiva.

“Successe – racconta il Patron Gino Giannetti -, che per la prima volta una neopromossa vinse il campionato di B1. Ci ritrovammo quindi, dopo solo sei mesi, a gioire come dei matti per essere arrivati in serie A2, ma allo stesso tempo a scoprire che non avremmo più potuto giocare al tensostatico.
Armati di grande voglia siamo emigrati a Frosinone dove abbiamo giocato per due anni, dal 2009 al 2011. Nel frattempo a Sora iniziarono i lavori per la realizzazione del palazzetto di via Ruscitto e, alla fine di questi due anni, l’amministrazione comunale ci convoca per informarci che la struttura era quasi pronta ma non avevano risorse economiche a sufficienza per portare a termine tutti i lavori.
Così la giunta Casinelli, formata dal vice Sindaco Paolacci e l’assessore ai lavori pubblici Roberto De Donatis , prima che finisse il mandato, fece un atto di indirizzo in cui spiegava che c’erano sia motivazioni di carattere d’urgenza, dato che avevamo la possibilità concreta di tornare a Sora, e sia tutte le caratteristiche per poter chiedere a un privato di terminare un’opera che sarebbe altrimenti rimasta incompiuta e in balia delle intemperie. Ci siamo così ritrovati a interagire con il Comune che ci ha fatto delle richieste ben precise. Non siamo stati noi quindi a decidere, ma all’interno di un capitolato già appaltato il Comune ci ha espressamente chiesto di ultimare lavori di impiantistica, di alcuni arredi sportivi e di attrezzature, con spese già appaltate per circa 188.000 euro.
Arriva il momento delle votazioni-elezioni, cambia la giunta e cambia l’amministrazione. Il nuovo consiglio comunale approva uno schema di delibera della convenzione e fa in modo che inizino i lavori, i quali in soli tre mesi permisero alla nostra società di tornare immediatamente a giocare nel nostro paese, a casa. Una soddisfazione immensa che ci ha veramente segnato, in tutti i sensi. E solo questo è il motivo per il quale noi oggi siamo a Sora.
Vorrei fare un piccolo inciso su questo nostro essere a Sora, senza polemica trattare alcuni contenuti della convenzione. Sto parlando della possibilità dell’ente Argos Volley di poter intitolare suppletivamente in modo commerciale il palazzetto, diritto espresso dall’articolo 3. Mi pare oltremodo fuori luogo che si continui ancora a parlare di questo, non vogliamo togliere niente a nessuno ma ce ne dispiacciamo quando l’amministrazione stessa che ha firmato la convenzione, e quindi giuridicamente ne deve rispettare il contenuto, è la prima a non esprimersi correttamente quando parla del Palazzetto, che si chiama PalaGlobo M.llo Capo Luca Polsinelli. Inoltre, nell’art. 3 c’è scritto che l’Argos Volley è nella facoltà di cedere un’intitolazione commerciale addizionale. Ci tengo a ribadire che non vogliamo assolutamente e in nessun modo sostituire l’intitolazione a un nostro eroe patriota, ma sia ben chiaro che quello che facciamo aggiungendo PalaGlobo non è qualcosa di illegale anzi, in special modo per i due firmatari, l’Argos Volley e il comune di Sora, non chiamarlo in tal modo è illegale.
Altro importante accento deve essere posto sul concetto dei mancati costi, perchè quando si provano a fare delle cose veramente sinergiche tra un ente e una società, qualcuno dovrebbe riconoscerne i pregi. Proviamo a fare due conti su quanto il comune non ha speso facendo questo investimento. Il comune non ha speso la ristrutturazione del pallone tensostatico di €56.000 + I.V.A. Non tutti sanno che in un ambiente privato l’I.V.A. è a credito e a debito, in un ambiente pubblico l’I.V.A. è un costo. All’epoca era del 21%, quindi il comune ha risparmiato circa €67.000. A questo va per legge aggiunto un 10% di spese, qualora avesse fatto tutto il comune, così sarebbero diventati circa €73.000. Ricordo ancora quando Ernesto Tersigni mi chiamò dicendomi – Ora che entrerai nel palazzetto c’è un problema perché avrai a disposizione due strutture sportive su Sora, ed è una cosa molto antipatica da spiegare -. Io risposi di liquidarmi così gli avrei reso la struttura tensostatica ma lui disse – Ma dai, adesso abbiamo fatto tutto questo -. Preso in quel momento di grande gioia personale, aziendale e societaria visti i tempi giusti della chiusura dei lavori al PalaGlobo, gli promisi che il giorno dell’inaugurazione gli avrei restituito gratuitamente le chiavi del tensostatico, cosa che ho fatto e che con mio grande stupore ho visto tempo dopo scritto nelle delibere.
Tornando a oggi, ci siamo ritrovati con due delibere di giunta, una per le attrezzature e una per gli impianti, che recitavano che avremmo dovuto spendere per conto del comune €188.000 + I.V.A., più il 10% di quelle spese, per un totale quindi di circa €250.000. Questi €250.000 più gli €70.000 circa precedenti, portano a una mancata spesa del comune di circa €320.000, divisi temporalmente dal 2008 al 2010. Penso che anche un semplice padre di famiglia potrebbe capire che dal 2008 al 2010 con 8 anni di un mutuo che il comune non ha fatto, di €320.000, anche pagandolo al 10% avrebbe prodotto almeno €30.000/32.000 di interessi l’anno, per un totale di €120.000 di interessi. Possiamo quindi tranquillamente affermare che il comune ha quindi evitato di spendere almeno €420.000.
A oggi però a noi non ha restituito niente nessuno, e di quei €188.000 + I.V.A. che avremmo dovuto spendere, siamo riusciti a rendicontarne €169.000 risparmiandone ulteriori €12.000, se dovessimo rientrare in possesso degli €170.000, il comune ne avrebbe così spesi €250.000 in meno, e questo è un concetto chiaro, semplice e matematico sul quale si basa il contenuto della convenzione che prevede il pagamento delle utenze a carico del comune.
Dal momento in cui veniamo a capire che le utenze pagate dal comune ammontano a circa €40.000 o 50.000 l’anno, in questi cinque anni neanche in questo caso il comune ci ha rimesso. Vorrei però fare un piccolo distinguo partendo dalla polemica che si aprì attorno al 2013 con l’amministrazione Tersigni che pose l’accento sulla nostra richiesta di un documento che ci desse modo di tracciare gli eventi fatti da terzi all’interno del PalaGlobo, pretesa avanzata, come nel rispetto della convenzione, in quanto custodi del palazzetto.
A oggi abbiamo un elenco di eventi, che vanno da Brignano alle recite scolastiche, di almeno un centinaio di attività terze fatte con grande gioia nel PalaGlobo M.llo Capo Luca Polsinelli. Abbiamo sempre aperto con collaborazione ed entusiasmo le porte del PalaGlobo a tutte le associazioni e manifestazioni programmate senza mai aver preteso nulla. Non si capisce quindi il motivo per il quale ci dovremmo vedere rendicontate anche queste spese. Volerci addebitare per forza le utenze di manifestazioni di terzi è fuori luogo soprattutto per il fatto che noi non abbiamo mai chiesto come si puliscono i bagni prima e dopo manifestazioni del genere, o rendicontato materiali di consumo, le pulizie, la custodia, e tanto altro ancora. Tutte queste cose, non hanno mai avuto nessuna quantificazione”.

To be continued…

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Sora

Questione Palazzetto, tutta la verità Argos Volley: l’antefatto.

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La “Questione Palazzetto” è nata oltre un decennio fa quando l’Argos Volley militava in serie B2 e le ambizioni erano già quelle del professionismo, attitudine che ha sempre contraddistinto la dirigenza societaria e la lungimiranza dei suoi vertici.

Le prime disquisizioni infatti, su una casa che rispondesse innanzitutto alle esigenze regolamentari della categoria di appartenenza ma anche a quelle superiori dove la società di corso volsci voleva arrivare e lo ha fatto, partono dalla stagione 2007/2008 quando venne allestita una squadra capace di dominare dalla prima all’ultima giornata il girone G della serie B2 culminato nella promozione in B1.

In quegli anni Sora giocava e vinceva al Pallone Tensostatico di via Sferracavallo, struttura non adatta però alla categoria conquistata. Gino Giannetti è lungimirante, progetta e propone all’amministrazione Casinelli un palazzetto privato che va ben oltre la serie B1 e arriva fino all’ospitalità delle Nazionali, ma la sua proposta viene additata quasi come visionaria e come una sorta di “concorrenza sleale” alla struttura che doveva essere messa in piedi in via Ruscitto e per la quale ancora non era stato posto neanche un mattone.

“La nostra prima idea – racconta il Patron Gino Giannetti -, fu proprio quella di costruirci un palazzetto privato progettato su uno dei nostri terreni di proprietà sito in Via San Domenico, dove prima c’era un nostro supermercato e dove poi è nato il Mc Donald. Il terreno aveva già un indice di cubatura per cui non avevamo bisogno di niente solo dell’aumento delle altezze.
Ricordo benissimo due riunioni alle quali assieme all’amministrazione Casinelli e dunque al sindaco, all’allora assessore ai lavori pubblici Roberto De Donatis, l’assessore Paolacci e il segretario generale, ha partecipato anche il presidente del CONI, Luigi Conti, e mio tecnico. Spiegammo loro che non avevamo bisogno di nessun aumento di cubatura, non volevamo costruire niente di più, avevamo solo la necessità di un palazzetto che fosse alto 14 metri perché volevamo portare la Serie A a Sora e avere la possibilità, essendo molto vicini a Roma, di ospitare qualche volta anche le nazionali. Questo però ci imponeva una cubatura maggiore rispetto a quelle che erano nelle nostre possibilità, così proponemmo al comune, a fronte di questo aumento vincolato esclusivamente a un progetto sportivo, di far adoperare tutte le mattine questa struttura alle scuole che, tra l’altro, già si vociferava potessero essere costruite lì vicino. Se non erro, poi, c’era anche il Liceo Scientifico che non aveva a disposizione nessun impianto. Quello che chiedevamo era solo la possibilità di realizzare un locale alto 14 metri come ci imponeva il regolamento. La prima risposta fu: – Non potete cercare di farli tutti sottoterra questi 14 metri? – e lì mi venne da ridere. La seconda fu la richiesta della costruzione di una piscina.
Ma la piscina non era soltanto un problema economico con l’amministrazione che prospettò una spesa di circa €400.000, ma anche un problema di competenze. Ci siamo allora presi del tempo per pensarci e per vedere quanto potesse essere effettivamente fattibile.
Dopo una settimana ci incontrammo di nuovo, presi un foglio e scrissi che mi sarei impegnato nel dare al Comune di Sora €400.000 di oneri di urbanizzazione al momento in cui loro avessero dato a me la possibilità di realizzare il mio progetto. Non volevamo creare cattedrali nel deserto, volevamo solo il nostro palazzetto con la possibilità di avere una parte commerciale che già era prevista, e dunque non alcuna richiesta in più. Loro però insistevano con la piscina al che rispostondo che non ne avevamo le competenze e che si parlava di importi troppo, troppo, diversi.
La battuta finale della riunione fu nuovamente la nostra richiesta di costruirci un palazzetto privato ma il Segretario Generale rispose che non avremmo potuto mai realizzare il nostro progetto in quanto sarebbe stata una concorrenza sleale al palazzetto progettato per via Ruscitto e che tra poco costruiremo. Questa frase è rimasta impressa e indelebile nella mia mente così come il dissidio che poi ci fu tra il presidente del CONI e l’amministrazione alla quale Luigi Conte disse – non ho mai visto una proposta così allettante per un comune essere però rifiutata -”.

Nel frattempo l’inizio della nuova stagione 2008/2009 era sempre più imminente e il Pallone Tensostatico di via Sferracavallo sempre lo stesso e dunque non adeguato alla Serie B1. Così la società Argos Volley ha dovuto attingere alle proprie risorse per apportare le migliorie necessarie per permettere a Sora di disputare il nuovo campionato di appartenenza. “Conti alla mano – continua Giannetti -, i costi sostenuti sono stati pari a circa €70.000, mai richiesti all’ente comunale”.
To be continued…

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Sora

Intervista a patron Gino Giannetti: tutta la verità Argos

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Ai microfoni della storica radio sorana, Nuova Rete, il patron della Biosì Sora, Gino Giannetti, racconta dieci anni di pallavolo. Non è semplice, non è facile contrarre una “vita sportiva”, emozioni, sentimenti, gioie e delusioni, in una mezz’ora di intervista, ma bisogna farcela per dire, una volta per tutte, la verità societaria. Il racconto, curato dal direttore Pasquale Mazzenga, analizza lucidamente un percorso che parte da lontano, dalla serie B2 e da due amministrazioni comunali fa. In quegli anni, Sora gioca al tensostatico di via Sferracavallo, ma le ambizioni sono già quelle della serie A. Giannetti è lungimirante, progetta un palazzetto privato su un terreno di sua proprietà in viale San Domenico, ma la sua proposta viene additata quasi come visionaria e come una sorta di “concorrenza sleale” alla struttura che doveva essere messa in piedi in via Ruscitto.

I volsci, neopromossi in B1, vincono il campionato e patron Gino ricorda:

Ci siamo ritrovati a gioire come dei matti per essere arrivati in serie A2, per poi scoprire che non avremmo più potuto giocare al tensostatico.  Allora, armati di grande voglia, siamo dovuti emigrare a Frosinone, dove siamo rimasti  per due anni. Nel frattempo iniziano però i lavori di via Ruscitto e, alla fine di questi due anni, veniamo chiamati dall’amministrazione: ci viene detto che il palasport era quasi pronto, ma non avevano tutte le risorse economiche per portarlo a termine. Ci siamo così ritrovati a interagire con il comune che ci ha fatto delle richieste ben precise. Non siamo stati noi, quindi, a decidere; all’interno di un capitolato già appaltato, l’amministrazione ci chiede di terminare delle spese di impiantistica ed alcune per arredi sportivi e per attrezzature, già vagliate per circa 188.000,00 euro. Si fanno le votazioni, cambia la giunta e cambia il consiglio comunale. L’assise, a questo punto, approva uno schema di delibera della convenzione e fa in modo che inizino dei lavori che, in soli tre mesi, permettano alla nostra società di tornare immediatamente a giocare in casa. Una soddisfazione immensa, che ci ha profondamente segnato, in tutti i sensi. E questo è il motivo per il quale noi oggi siamo a Sora”.

Tornato a Sora, il club volsco prosegue il suo cammino con esaltanti stagioni che vedono l’allora Globo, sempre tra le migliori della classe cadetta, fino a quando, sotto gli occhi increduli dell’Italia intera, non compie un miracolo: ribaltata una serie che sembrava compromessa irrimediabilmente ai play off e vince sul campo l’agognato pass per la SuperLega. Una nuova gioia che, ancora una volta, trascina con sé una rete di problematiche. Nel frattempo Gino – che già aveva anticipato la quota per completare il palazzetto – ha anche restituito le chiavi del pallone tensostatico su cui, con le proprie risorse, aveva apportato migliorie pari a quasi 70mila euro, mai richieste all’ente comunale. Nonostante tutto, la “struttura della discordia” resta il palasport di via Ruscitto: prima le polemiche sulla convenzione e sul presunto utilizzo esclusivo da parte della società Argos, poi le richieste di adeguamento ai criteri della SuperLega. Ai primi, Giannetti risponde con circa un centinaio di manifestazioni organizzate da terzi tra le mura del PalaGlobo, numeri messi nero su bianco, un referto che sancisce una verità inopinabile. Per quanto riguarda la Lega, Giannetti deve ovviamente cercare di rendere conforme la struttura a quanto richiesto e ciò da vita ad un vero e proprio calvario.

“Appena eletto, il sindaco De Donatis disse che sarebbero stati fatti dei lavori per permettere a Sora di giocare a Sora – continua Gino Giannetti -, consapevoli che, nel giro di un anno, bisognava raggiungere i 3000 posti. L’impegno che si era preso il comune per la scorsa stagione era quello delle curve, della Sala Hospitality e di un parcheggio, ma da subito si capì che c’erano ulteriori criticità. Abbiamo quindi passato un’estate cercando di capire cosa fare e, alla fine, ci siamo dovuti barcamenare con delle tribunette acquistate già pronte e non su misura, che durante la stagione si sono rivelate inadeguate per numero di  posti, e solo la benevolenza della Lega ha fatto in modo di non farci spostare già lo scorso anno. La sala Hospitality abbiamo dovuto inventarcela nella nostra palestra, perché il comune ci aveva proposto due gazebo da montare fuori e non idonei, mentre per il parcheggio abbiamo aspettato invano tutto l’anno sportivo: dopo una bonifica, durata mesi, a marzo-aprile, è stata gettata della breccia sul terreno” . Poi gli ultimi fatti: la Lega richiede alle quattro società con gli impianti sportivi non in regola un adeguamento a 2400 posti. “Noi, dopo una grande battaglia svolta in tutta Italia, con l’appoggio di diverse società, siamo riusciti a fare un incontro con il nostro sindaco e l’assessore allo sport presso il Ministero del Tesoro a Roma. Il nostro sotto ex segretario del Tesoro, nonché presidente di Lega, ci riceve e spiega al primo cittadino quali possono essere le strategie. Quella che veniva proposta si concretizzava nell’aiutare tutte le società in difficoltà sfruttando un imminente decreto legge, il 185, che a settembre sarebbe uscito con un taglio di 30.000,00 euro con un finanziamento a fondo perduto fino ad 1.000.000,00 euro. Questo però è legato ad un elenco dove l’elemento fondamentale che inevitabilmente ratificherà l’ingresso in graduatoria è la presenza di una società di serie A”.

E, ad oggi, Sora ha perso questo privilegio. O meglio, lo ha mandato via, regalandolo ad un’altra città, Frosinone. Dopo varie peripezie, dopo che la proprietà della Biosì Sora aveva assunto sulle sue spalle l’onere di cercare da sola l’idea risolutiva, si giunge all’opportunità da parte del comune di risolvere chiedendo un muto di circa 300mila euro.

Il sindaco ed il consigliere Massimiliano Bruni hanno ascoltato questa mi proposta e si sono presi l’impegno di chiamarmi nelle ore seguenti. Ho aspettato il primo pomeriggio: sapevano che avremmo dovuto fare le comunicazioni, il seguito lo conoscete.  Ci rimango male quando ascolto il sindaco dire che il comune di Sora è stato il maggior sponsor dell’Argos Volley, quando al giorno d’oggi siamo a credito e non abbiamo ricevuto niente e abbiamo fatto sport da soli. Ci rimango male quando Massimiliano Bruni dice che non c’è stata ricaduta economica sul territorio, mentre analisi e statistiche nonché testimonianze di commercianti dicono il contrario. Forse queste persone sono inadeguate”. Con l’amarezza del caso, patron Giannetti conclude così: “C’è una frase che mi gira in testa da diverse settimane “Scusate il disturbo”, il cui sottotitolo potrebbe essere dettato dal cuore, e potrebbe essere “Arrivederci” mentre, quello dettato dalla mente, dovrebbe essere “a mai più”.

Cristina Lucarelli – Biosì Sora

Domenica il primo incontro privato della nuova BioSì Sora

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È pronto il PalaGlobo “Luca Polsinelli” ad accogliere la nuova BioSì Sora targata 2017-2018.
Domenica 6 agosto alle ore 19,00 i Patron Giannetti assieme al vertice societario, il Presidente Enrico Vicini, il Vice Ubaldo Carnevale e il Gm Adi Lami, daranno il benvenuto ai nuovi arrivati in un raduno privato che convoca tutti i partecipanti alla nuova avventura sportiva, dai dirigenti allo staff tecnico, societario e medico, fino ai collaboratori volontari che vivono attivamente la loro passione al fianco dei propri beniamini. Niente pubblico dunque nel primo appuntamento che farà assaporare al team l’aria di casa Argos Volley.

Come di consueto dunque il Raduno sarà il primo momento utile a tutti i nuovi arrivati nella grande famiglia sorana per conoscere la società, la quale attraverso le sue più importanti voci racconterà del percorso storico che ha sportivamente vissuto e farà un excursus presentativo dell’intero organigramma, dal vertice societario alla proprietà fino ai vari staff collaborativi.
Sarà anche il momento nel quale si cominceranno a impartire le disposizioni attraverso il dettagliato planning sportivo che scandirà le prime settimane di lavoro e quindi preparazione atletica al campionato oltre che ovviamente la lettura dei vari regolamenti interni.

Data l’importanza che il direttivo societario attribuisce da sempre a questo evento, il Raduno si svolgerà a porte chiuse in modo da essere una privata riunione familiare dove gettare le basi più importanti per vivere e affrontare un anno insieme tra persone che non si conoscono o quasi in questo caso, unite dal destino e soprattutto da un obiettivo comune.

In questi giorni la macchina organizzatrice dell’Argos Volley si è mossa tanto per preparare la giusta accoglienza ai nuovi componenti della squadra, è stato preparato tutto nel dettaglio per partire con il piede giusto e immergersi subito nella nuova stagione sportiva già dal giorno seguente. Lunedì 7 agosto infatti, gli atleti saranno già chiamati a sottoporsi alle visite mediche e a meeting con lo staff tecnico, con il sudore che invece comincerà a grondare sulle fronti dei giocatori a partire da martedì 8 agosto quando il trio Barbiero-Colucci-Paone schiacceranno il pulsante Start.

Gli atleti che vestiranno la maglia volsca in questa stagione 2017-2018 hannpo goià finito di preparare le loro valige e iniziato a inserire Sora nella destinazione dei loro navigatori, mentre i tifosi aspettano con curiosità di vederli girare nella cittadina.

Carla De Caris – Responsabile Uff. Stampa BioSì Indexa Sora

Confermato “l’Uomo delle Statistiche”, il sorano Stefano Frasca scoutman d’eccellenza

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Si è avvicinato al mondo della pallavolo poco più che ragazzino, adesso è un uomo, è un’eccellenza della sua città ed è una certezza professionale per l’Argos Volley Sora: lui è Stefano Frasca, scoutman al suo quinto anno di esperienza ufficiale. Giunge così la conferma nel ruolo di un sorano doc, una delle tante vittorie che la società di patron Giannetti ha portato a termine, credendo nel talento di un giovanissimo volsco, dandogli la possibilità di imparare la difficile “arte” della scoutizzazione – per circa due anni, infatti, Stefano ha affiancato umilmente l’allora scoutman Francesco Oleni – e poi consentendogli il debutto in cadetteria nel 2013. Frasca ha rispettato ogni più rosea aspettativa, guadagnandosi stima e rispetto da tutto l’ambiente e diventando così una sicurezza per i suoi compagni di viaggio dello staff tecnico, l’uomo su cui fare affidamento ad occhi chiusi per dati e statistiche. Stefano ha conservato il suo posto lavorando con zelo anche in SuperLega e dopo l’esordio nella massima categoria della passata stagione, continuerà anche per questa a produrre dati e cifre indispensabili ai fini di allenamenti e preparazione gare.

“Sono molto soddisfatto e contento di questa riconferma perché è la dimostrazione tangibile della fiducia che la società ripone in me – spiega il giovane scoutman. Quello fatto fino ad oggi, insieme, è stato un percorso piuttosto lungo, costellato di gratificazioni e possibilità di puntare a crescere sempre meglio. Sono entrato nella famiglia Argos appena ragazzino, e vista la mia giovane età, questo ruolo rappresentava una bella responsabilità, davvero molto importante. Mi sono dunque messo a lavoro, testa bassa, impegno e con tanta caparbietà; ho capito che potevo farne un mestiere, il mio, perché non avevo niente di meno agli altri scoutman. La fiducia si guadagna lavorando tutti i giorni e bene, e la dimostrazione di essermela piano piano guadagnata è anche il feedback degli allenatori, sempre positivo. Non c’è stato un coach, infatti, con cui non mi sono trovato bene, quindi di conseguenza il lavoro è filato sempre abbastanza liscio. C’è un bel rapporto anche con la proprietà, con cui si è instaurata una relazione di amicizia, fondata soprattutto sul rispetto e sulla stima reciproci. Il mio lavoro non cambia come modalità di esecuzione tra la SuperLega e la serie A2, è invece la mole ad essere notevolmente aumentata, e questo è uno stimolo aggiuntivo a fare bene, a dimostrare di saper sostenere un carico maggiore sempre con serenità. Per la prossima stagione non posso che aspettarmi belle cose. La squadra è stata migliorata in generale e per questo voglio fare i complimenti alla proprietà, la quale ha profuso moltissimo impegno nel portare qui, a Sora, atleti che abbiamo fortemente voluto e che osservavamo da tempo. Quello del mercato è stato un ottimo lavoro collettivo, con lo staff tecnico che individuava dei soggetti adatti a sposare bene il progetto societario, che rispecchiano le nostre esigenze, e con il vertice del club che si è adoperato per portarli a Sora. Abbiamo dato vita ad una compagine di giovani, ma con la giusta esperienza, in quanto hanno un buon bagaglio alle spalle e sono sicuro che con il duro lavoro riusciranno a fare bene per loro, per i tifosi e per la società che lo merita tanto perché, da sempre, allestisce roster competitivi, all’altezza della categoria. Quest’anno abbiamo con noi anche coach Barbiero che è arrivato a Sora pieno di energia. Ripone molta fiducia in noi, ha apprezzato il nostro lavoro e chi ha coinvolto particolarmente. Non possiamo che esserne contenti perché se in uno staff regnano affiatamento e collaborazione si raggiungono certamente grandi risultati”.

Cristina Lucarelli – Biosì Sora