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Gino Giannetti: “Sora torna a Sora”

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Torna a casa la Biosì Indexa Sora, lo annuncia patron Gino Giannetti nel corso della conferenza stampa straordinaria che ha avuto luogo questa mattina al PalaGlobo “Luca Polsinelli”.

“Domani giocheremo a Frosinone ma per quanto ci riguarda, a partire dalla prossima di campionato, aspetteremo Piacenza a Sora. È una questione di giustizia sociale e riteniamo che questa ci vada attribuita”.

“La tranquillità con cui siamo qui a fare le nostre dichiarazioni – aggiunge il dirigente dell’Argos Volley, Mario Cioffi -, deriva dalla gestione della vicenda: rigoroso silenzio prima di arrivare a qualcosa che ci desse la possibilità di crederci. Noi oggi ci crediamo perché abbiamo avuto la risposta celere ed efficace dell’amministrazione comunale. Allo stesso tempo attendiamo una replica e una risposta dalla Lega, e mi auguro sia un ok perché si arriva a un punto in cui anche degli organi che hanno dimostrato di avere delle responsabilità, capiscano che è il momento di mettere un punto definitivo sulla faccenda”.

Al tavolo dei relatori anche il Sindaco di Sora, Roberto De Donatis:

“Grazie all’attenzione della dirigenza dell’Argos Volley che è riuscita a trovare il bandolo della matassa all’interno della gestione di una vicenda che per noi è stata come una doccia scozzese, ora metteremo in campo qualsiasi sforzo tecnico per rimodulare lo spazio possibile all’interno del palazzetto per raggiungere il numero di posti a sedere. L’amministrazione non ha fondi propri sui quali investire ma oggi siamo qui, ci mettiamo la faccia insieme per fare cose importanti per la città di Sora. Questa amministrazione è e sarà, come possibile, al fianco della Biosì Indexa Sora. Bentornati a Sora!”.

Proprio lì, al PalaGlobo “Luca Polsinelli”, dopo tante battaglie e mesi di energie spese per difendere un patrimonio della città di Sora, i sacrifici vengono ripagati. Finalmente anche per l’Argos Volley giunge il momento della catarsi con una dichiarazione che vale l’applauso spontaneo dei presenti all’incontro e la felicità dello staff tutto.
Da ottobre ogni partita, anche quella casalinga, era una trasferta; ogni domenica bisognava convogliare personale e lavoro a Frosinone, per non lasciare nulla al caso, con il rammarico di non poter giocarsi la SuperLega tra le mura intime. Oggi, tutto questo potrebbe finire sul serio. Certo che il capoluogo e la sua amministrazione hanno avuto l’incontestabile merito di accogliere a braccia aperte la realtà bianconera e offrirle un alloggio in un momento difficile della sua storia, ma ora la stessa storia dice che è arrivato il momento di rientrare a Sora.

Al tavolo dei relatori, oltre patron Gino Giannetti, hanno spiegato le dinamiche di questa meravigliosa novità anche il dirigente volsco Avv. Mario Cioffi e il sindaco di Sora Roberto De Donatis.
Apre la tavola il padrone di casa, Giannetti, che spiega:

“Abbiamo passato un’intera estate a cavalcare il problema della capienza del palazzetto. Abbiamo contrastato le volontà di un nuovo regolamento della Lega, ma ne facciamo parte e abbiamo dovuto adeguarci al nuovo indice di capienza. Abbiamo iniziato il campionato e ci siamo resi conto che non era stato così per tutte e quattro le società con lo stesso problema. C’è stato un momento di smarrimento e poi abbiamo iniziato, piano piano, a verificare il perché ci fosse stata questa così palese differenza tra noi e loro. Abbiamo chiesto la documentazioni per renderci conto del da farsi e poi, inoltrata una richiesta per tornare eventualmente a Sora. Questa richiesta ci è stata bocciata, ma una società di SuperLega, la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia, ha voluto discutere questo punto e lo si è fatto nell’assemblea di Lega dello scorso lunedì. Giovedì siamo venuti in possesso della documentazione finale con la quale le altre società sportive in oggetto si erano iscritte al campionato. A questo punto abbiamo preso atto di una interpretazione molto più estensiva del campionato e della stessa Lega e ci siamo resi conto che tale interpretazione era applicabile anche a noi. Abbiamo fatto le nostre verifiche all’interno dell’impianto sorano e contattato la nostra amministrazione. Subito, con eccellenza assoluta, ci ha supportato in questa cosa. Il sindaco e i suoi collaboratori hanno compreso che quel tipo di impegno poteva essere assunto. Ieri abbiamo avuto la documentazione necessaria da parte del primo cittadino e abbiamo provveduto in serata a inoltrare il tutto attraverso pec certificata, come da regolamento, richiedendo un immediato trasferimento da Frosinone a Sora, con l’esclusione della sola partita di domani in quanto non abbiamo né la volontà e né l’esigenza di mettere in difficoltà le strutture e Verona che aveva già organizzato completamente la trasferta.
Per cui domani giocheremo a Frosinone ma per quanto ci riguarda, a partire dalla prossima di campionato, aspetteremo Piacenza a Sora. È una questione di giustizia sociale e riteniamo che questa ci vada attribuita”.

“È il momento nel quale anche noi come amministrazione speravamo – sottolinea il primo cittadino -. C’è un importante dialogo in corso con la Regione, che ho anche annunciato in consiglio comunale, riguardo la realizzazione di un impianto di 3000 posti. Contestualmente stiamo ragionando su un’ulteriore possibilità quella di un finanziamento di 2 milioni di euro, e concorreremo per andare a prenderlo. Con questa somma si può programmare il futuro”.

Presentata ufficialmente la nuova Biosì Indexa Sora: il resoconto della conferenza di palazzo Gramsci

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Si è presentata alla vigilia del suo debutto agonistico per la stagione 2017/2018 con il suo abito migliore la Biosì Indexa Sora, accolta in Palazzo Gramsci dal presidente della Provincia Antonio Pompeo. L’occasione era di quelle importanti, perché i bianconeri si sono ufficialmente presentati a pubblico, media e alla loro nuova piazza, la città di Frosinone che, per l’anno in corso, li ospiterà presso l’impianto del Casaleno per le partite interne di SuperLega. E’ il “padrone di casa” Pompeo ad aprire la conferenza con un bell’intervento che scalda subito il cuore dei volsci:

“Il ringraziamento è il mio, perché per noi è un onore ospitarvi nel salone provinciale della nostra amministrazione. Grazie per aver scelto questa sede per l’inizio di una stagione molto importante, ricca di tante novità che volevamo ricordare e, quindi, con le gare casalinghe che verranno disputate qui, nella città di Frosinone. E’ un onore per me come istituzione, ma anche come cittadino della provincia, avere delle realtà belle ed importanti come la società Argos e la squadra Biosì Indexa, una realtà cresciuta molto nel corso degli anni e che ha dato lustro alla nostra provincia, questo a testimonianza che il frusinate non è fatto solo di problematiche ma è anche un comprensorio padre di eccellenze e che sa farsi valere soprattutto in ambito sportivo. Sport vuol dire promozione del territorio, sport vuol dire valorizzazione del nostro territorio, e ritengo che non ci sia volano più importante, come abbiamo potuto constatare anche con la promozione del Frosinone calcio in serie A. Possiamo inventarci tutto ciò che vogliamo per far conoscere un luogo, ma come lo fa lo sport è impossibile farlo con altri mezzi. Mi preme altresì evidenziare anche l’aspetto sociale che lo sport ha all’interno e verso una comunità, soprattutto nei confronti dei giovani, valorizzandoli, impegnandoli con lo scopo di sottrarli a quelli che sono gli input negativi della vita di tutti i giorni, e sono sicuro che l’Argos Volley pone molta attenzione al mondo dei ragazzi e al settore giovanile che, oltre ad essere un serbatoio per la prima squadra, è anche un metodo per la valorizzazione e la formazione di quella che sarà la società del domani”.

Per i vertici societari si esprime il patron Ivan Giannetti:

“Io ringrazio prima di tutto il presidente della provincia per averci ospitato in questa splendida sala, ed ovviamente la città di Frosinone per l’occasione che ci da di affacciarci ad un nuovo pubblico che è quello di tutta la provincia. In questi anni abbiamo fatto numerosi sforzi economici per valorizzare sempre di più il territorio e la nostra squadra di Serie A, questo ovviamente anche grazie ai nostri sponsor che ci sono stati sempre vicino come l’Indexa, che da il nome alla squadra, e la Banca Popolare del Frusinate, che da oltre dieci anni ci assiste in questo percorso. Naturalmente, come diceva il presidente, noi non siamo solo la squadra di serie A di pallavolo. In questi anni abbiamo infatti fatto grandi progetti per quanto riguarda il sociale. Quest’anno, ancora di più, il progetto sarà allargato a tutto il territorio della provincia di Frosinone”.

Dopo i contributi delle più alte cariche presenti, sia a livello politico che societario, si è entrati nel vivo dell’evento con la presentazione degli atleti, cui ha provveduto il general manager Adi Lami, illustrando il prezioso curriculum di ognuno di loro. Una panoramica generale del roster impegnato al suo secondo anno di SuperLega la fornisce invece coach Barbiero, che dice:

“La squadra è un perfetto mix tra esperienza, gioventù ed entusiasmo. L’attività fino ad adesso è andata avanti abbastanza bene perché il gruppo ha iniziato il lavoro con grande motivazione, valore che vorremmo trasmettere sul campo, quindi speriamo che ci siano tante famiglie e tanti giovani a vedere le nostre partite: l’obiettivo è quello di trasferire al pubblico, attraverso una gara sportiva di alto livello, gli ideali dello sport, gli aspetti più importanti della venerazione e del sacrificio. Credo che questa rosa crescerà nell’arco della stagione in maniera esponenziale, e ci crediamo tutti, atleti, staff dirigenziale, noi tecnici, ne siamo profondamente convinti “.

Cristina Lucarelli – Biosì Indexa Sora

Giannetti e l’incontro a Roma: mandando via la Biosì, Sora rinuncia ad 1.000.000 di euro a fondo perduto

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Iscritta al campionato di SuperLega? Si. Con l’ausilio dell’amministrazione comunale? No. Campo da gioco per la stagione 2017/2018? Frosinone. Questo è l’identikit base della Biosì Sora, compagine promossa due anni fa nel campionato di massima serie, vanto e luce di una cittadina depauperata dell’immagine di territorio florido e positivo, senza cinema-teatro, senza tribunale, senza società sportive di caratura nazionale, con l’istruzione universitaria oramai dirottata verso altri poli, le polemiche e i problemi legati all’ospedale, poco lavoro per i giovani. Aver mandato via la Biosì da Sora costituisce lo specchio stesso della città: l’impoverimento culturale, economico e sociale di cui non si cura la politica locale, pronta però a risolvere le criticità cittadine con improbabili riqualificazioni rionali basate su mini golf e chioschi, regolamentazioni di impianti sportivi vantate senza nemmeno aver letto le convenzioni già esistenti; un comune che fa dell’approssimazione e della superficialità il proprio modus operandi come avrebbe potuto salvare l’unica nota positiva bianconera? Domanda retorica, che en passant, quasi ancora non convinti di quello che sta accadendo, ci poniamo; ma d’altronde bisognava aspettarsi qualche sgambetto già tempo fa, quando i vertici del club volsco le provarono tutte per cercare di scongiurare la migrazione a Frosinone, come racconta patron Giannetti nella lunga e tormentata intervista rilasciata al direttore di Nuova Rete, Pasquale Mazzenga:

“Noi, dopo una grande battaglia svolta in tutta Italia, con l’appoggio di diverse società, siamo riusciti a fare un incontro con il nostro sindaco De Donatis e l’assessore allo sport Lucarelli presso il Ministero di Economia e Finanza a Roma. Il sotto segretario del MEF, Paola De Micheli, nonché presidente di Lega, ci riceve e spiega al sindaco quali possono essere le strategie. Quella proposta consisteva nell’aiutare tutte le società sportive in difficoltà a sfruttare un imminente decreto legge, il 185, che a settembre sarebbe uscito con un taglio di 30.000.000,00 euro con un finanziamento a fondo perduto fino ad 1.000.000,00 euro. Questo però è legato ad un elenco dove l’elemento fondamentale, che inevitabilmente decreterà l’ingresso in graduatoria, è la presenza, nell’impianto e in questo caso nel palazzetto, di una società di serie A che ha la necessità di adeguare lo steso in base al regolamento di categoria. Il presidente disse che i soldi sarebbero andati dal Ministero al comune, senza passare per il privato. Se la pallavolo non gioca a Sora, però, questo fondo non può arrivare. In questa riunione abbiamo proposto di dividere in tre annualità questi lavori per poter giocare a Sora. Il nostro è un campionato prettamente invernale, quindi ben si presta a degli interventi strutturali che possono essere fatti nel periodo estivo. Proponevamo quindi di giocare e, grazie a tre step estivi, nel giro di tre di risolvere tutto. Il primo passo sarebbe stato l’adeguamento a 2200 posti, il secondo a 2700 ed il terzo a 3000. A quel punto il nostro sindaco disse che la prima fase di lavori, che prevedeva circa 520.000 euro, per lui era troppo. Controllammo allora insieme l’indice di indebitamento e quindi la possibilità, da bilancio, che il comune di Sora avesse di chiedere un mutuo a restituzione perché c’è sempre la possibilità di chiedere un mutuo al CONI ad interessi zero. A quel punto però il primo cittadino disse di non volersi indebitare per una somma maggiore ai 250.000,00 euro. A quel punto, allora, ci fu da parte nostra, la proposta di dividere in ulteriori due annualità la prima e quindi ipotizzammo per il primo anno di non sistemare più i 2200 posti, ma semplicemente provvedere alla messa in sicurezza del palasport per una spesa di 250.000,00 euro. Per una Lega, il cui primo problema era aumentare i posti a sedere, la sola messa in sicurezza era sicuramente un enorme sforzo che ci poneva in una situazione completamente diversa dalle altre tre società che ancora oggi risultano non essere in regola. Abbiamo cercato di supportare questa cosa, e nel frattempo la nostra presidentessa si è adoperata per la nostra causa, rivolgendosi alla Regione e cercando di verificare la disponibilità di un finanziamento a fondo perduto di 250.000 euro; dopo tre giorni e l’intercesso dell’ente Regione, al nostro sindaco viene comunicata la possibilità di accedere a quella somma, presentando adeguata documentazione. Così lui mi ha chiamato molto contento di questa cosa, dicendomi di ringraziare il nostro presidente e che si sarebbe attivato da subito per poter ricevere questi ulteriori 250.000 euro per la messa in sicurezza. C’è allora un consiglio di amministrazione, la Lega non ritiene di darci una possibilità così lunga perché avremmo avuto bisogno di quattro anni, ed ha chiesto a tutti di giocare con 2400 posti nel primo anno. Vado in comune e spiego quindi che questa cosa è ancora fattibile perché se facciamo il primo stralcio di 2200 posti, con alcune accortezze avremmo potuto figurativamente dimostrare di averne 2400. Avremmo dovuto reperire 250.000 euro dalla regione mentre al comune sarebbe bastato un mutuo di circa 300.000 euro. Il sindaco ed il consigliere Massimiliano Bruni hanno ascoltato questa mia proposta e si sono presi l’impegno di chiamarmi, dicendomi che avrebbero deciso nel pomeriggio. Ho aspettato, sapevano che avremmo dovuto fare delle comunicazioni… il resto è storia nota, ma resta il fatto che, a questo punto, non abbiamo più questa opportunità”.

Cristina Lucarelli – Biosì Sora

Gli impegni del Comune per la SuperLega: Sala Hospitality, Parcheggio e Curve.

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Il racconto sulle verità Argos Volley continua arrivando quasi ai giorni nostri ossia, dopo aver conosciuto e capito il motivo per il quale la compagine di Patron Giannetti ha potuto tornare a giocare a Sora la sua Serie A2 e a quale prezzo, alla storica promozione nella massima categoria nazionale.

Domenica 15 maggio 2016, in un PalaValentia gremito in ogni ordine di posto (quasi tremila i presenti di cui oltre 300 sorani) la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora conquista la promozione in SuperLega UnipolSai 2016-17. Un risultato fantastico che arriva alla settima stagione di Serie A2 e che chiude il cerchio di un’annata giocata sempre ai massimi livelli tra le rincorse continue in Campionato con la Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia e la disputa della Finalissima della Del Monte® Coppa Italia Serie A2 al Forum Assago, persa sempre contro i vibonesi sul filo di lana al termine di un tie break da cardiopalma.
L’arrivo di Sora in SuperLega è il bell’epilogo di una storia cominciata nel 1975: tutto nasce da una piccola società fondata da un gruppo di amici che veleggia tranquilla nelle serie provinciali e arriva in Serie C. La svolta arriva col patron attuale, Gino Giannetti e la sua azienda Globo s.p.a., prima sponsor e poi vero e proprio volano manageriale ed economico della società. Una scalata pianificata che inizia con la promozione in B2 e in tre anni, dal 2005 al 2008, la salita alla B1. La società in questa categoria ci resta un anno solo perché in quella successiva, la 2008/09, conquista la Serie A2. Alla settima partecipazione al Campionato Nazionale di Serie A2, quella 2015/16, arriva appunto la promozione sul campo in SuperLega.

Subito dopo la festa promozione a Sora si è votato per le Comunali e la nuova giunta insediata si è ritrovata tra le mani la SuperLega. A fine giugno 2016 l’Argos Volley ha presentato regolare domanda di iscrizione al Campionato di SuperLega 2016/17 e come campo da gara ha richiesto l’omologazione del PalaGlobo “Luca Polsinelli”.
Grazie alla neo nata Amministrazione del Comune di Sora che ha posto la firma sul protocollo contenente i requisiti richiesti dalla Lega Pallavolo Serie A in merito ai campi da gioco, la società è riuscita nei termini stabiliti a consegnare opportuna documentazione alla Commissione Ammissione Campionati.
Firmando tale documentazione, il Comune di Sora si è impegnato alla messa in opera degli adeguamenti necessari alla struttura di via Ruscitto affinché potesse essere omologata per il Campionato Nazionale più importante. Il Patron Gino Giannetti si dichiarò felicissimo ringraziando pubblicamente l’Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco Roberto De Donatis e tutto il suo entourage, per aver lavorato tanto tempestivamente da poter permettere a Sora e ai sorani di continuare a vivere il sogno conquistato un mese e mezzo prima e dunque poter disputare il primo campionato in Serie A nella città bianco-nera.

“In conferenza stampa – racconta il Patron Gino Giannetti -, il sindaco dimostrò il suo interesse e la conoscenza dei fatti dichiarando che sarebbero stati fatti dei lavori per permettere a Sora di giocare a Sora il primo campionato di SuperLega, consapevoli del fatto che si sarebbero dovuti fare ulteriori lavori nel giro di un anno per raggiungere i 3000 posti. L’impegno che si prese il comune era quello delle Curve per arrivare ai 2000 posti, della Sala Hospitality e di un parcheggio, ma da subito si capì che ci sarebbero state delle difficoltà, per questo abbiamo passato un’estate intera a cercare di capire il da farsi. Ci siamo dovuti barcamenare e ingegnare abbastanza per trovare soluzioni agli impegni non mantenuti ma anche per quelli mantenuti a metà, per i quali solo la benevolenza della Lega ha fatto in modo di non farci spostare di campo già lo scorso anno.

Per quanto concerne le tribune, il Comune ha provveduto al noleggio di due strutture già pronte e dunque non ovviamente concepite ad hoc per gli spazi del PalaGlobo, e queste durante la stagione si sono rivelate problematiche in fatto di posti con conseguenti carenze importanti.

Tutti poi ricorderanno anche la pessima figura che stavamo per fare con l’Hospitality in quanto, secondo l’amministrazione, avremmo dovuto farla in due teloni posti all’esterno del PalaGlobo. Tralasciando le condizioni fatiscenti di quelli che venivano chiamati gazebo, forse non si era capito fino in fondo il significato, il funzionamento e l’utilizzo che in SuperLega se ne fa della sala Hospitality. Così anche a questa esigenza-mancanza abbiamo dovuto sopperire con le nostre forze inventando spazi e creando bellissime opportunità con le risorse del territorio. Gli alunni e i docenti dell’IIS Cesare Baronio, nello specifico dei settori “Enogastronomia” e “Ospitalità Alberghiera”, durante ogni gara casalinga si sono occupati operosamente dell’Accoglienza-Hospitality, lavorando sodo sia nell’allestimento stesso della sala di ristoro, sia nella preparazione di deliziosi menù, senza dimenticare la grande professionalità con cui il pasto lo hanno servito e la cura nello sgomberare, a fine servizio, la stessa area. Ogni volta che la BioSì ha calcato il parquet casalingo, la sala Hospitality si è animata di giovani volenterosi di mettere alla prova le loro abilità e i talenti curati dall’Istituto Alberghiero, facendo conoscere ai loro ospiti le bontà del nostro territorio confezionando ogni piatto secondo le ricette più tipiche utilizzando prodotti della nostra terra perché l’Argos Volley è da sempre sinonimo di attaccamento e passione per le proprie origini.

Per quanto riguarda il parcheggio abbiamo invano aspettato tutto l’anno sportivo assieme ai nostri 30.000 spettatori che ricorderanno l’intera fase del periodo invernale nella quale si è preceduto alla bonifica del terreno. Ci è voluto il periodo di marzo-aprile per avere quell’area brecciata che comunque non è mai potuta essere adoperata. Forse in occasione dell’ultima partita qualcuno ha avuto il coraggio di rimanere impantanato lì dentro…
Quindi, sentirsi dire che si sono spesi dei soldi per la pallavolo per l’anno scorso, non corrisponde a verità. O meglio, a onor del vero, gli unici soldi che possono essere completamente additati alla pallavolo sono il noleggio delle due tribunette che, se non erro, sono rendicontate con una cifra pari a €24.000. Tutto il resto, o non è di competenza, o non è imputabile a noi, come il parcheggio che comunque è, e resta, patrimonio della struttura del palazzetto e dunque della città di Sora”.

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Sora

Il consigliere Bruni sulla Biosì Sora: “Ricaduta economica zero!” ma intanto si sono registrati 30mila visitatori…

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Una puntata dopo l’altra, emergono tutti i tasselli di un copione surreale, fatto di situazioni che indignano, di frasi che offendono l’intelligenza, di una mancanza di tutela di una ricchezza comune che rammarica, amareggia. Giorno dopo giorno, bisogna fare il punto su quanto detto pubblicamente da patron Gino Giannetti ai microfoni di Pasquale Mazzenga e di Nuova Rete, bisogna fare un ritratto fedele del frangente che sta vivendo la Biosì Sora e del perché lo stia vivendo per far comprendere quale sia la verità, anche se fa male.

Dal consiglio comunale del 21 luglio, quello richiesto ad hoc sulla querelle riguardante il PalaGlobo, emerge un quadro clinico assurdo:

“Qualcuno parla di ricaduta economica sul territorio, ma avete degli elementi in tal senso? La verifica l’ha fatta il sottoscritto, girando ristorante dopo ristorante, alberghi, hotel, B&B di Sora. Non c’è stata un’attività che ha dichiarato di aver avuto benefici o, se ci sono stati in qualche paese vicino Sora, dovremmo fare un consiglio comunale allargato. Quindi, la ricaduta è pari a zero”,

questa è la sconcertante dichiarazione del consigliere Massimiliano Bruni, che dunque liquida l’apporto valoriale, commerciale e d’immagine di una SuperLega equiparandosi a istituti d’indagine e svolgendo la sua personalissima inchiesta con la superficialità di poche ore. All’amministratore, Giannetti risponde così:

Quando Massimiliano Bruni dice che non c’è stata ricaduta economica, io vorrei che questa cosa fosse analizzata: non si può asserire che siccome un gruppo di persone è andato magari ad alloggiare presso un albergo che per puro caso fa comune di Isola del Liri, oppure ha mangiato ad Arpino, allora non c’è stato un solo euro speso sul territorio. Qualcuno dovrebbe spiegargli che siamo in Europa, nel pieno della globalizzazione, e che Garibaldi ha fatto l’Italia mentre noi non riusciamo a definire come comprensorio un’area che spazia tra Sora, Isola del Liri ed Arpino. Forse queste persone sono inadeguate”.

Ed invece, come messo a referto dalla stessa Lega, 30mila appassionati, tra sorani e visitatori provenienti tanto da Modena quanto da Vibo Valentia, tanto da Trento quanto da Latina, sono passati nella città volsca a lasciare traccia di come una serie A abbia il potere di muovere le masse in ogni dove. Ottimo punteggio ottenuto dopo le analisi di qualità e performance realizzate da società specializzate nel settore  e che hanno sottoposto l’Argos Volley anche ad una Ghost Visit con il massimo dei voti o quasi in ogni settore analizzato. Inoltre il PalaGlobo è stato protagonista di un’altra cifra da record: coefficiente di riempimento del 96%, pari ad una media di 1915 posti occupati in ogni gara casalinga, posti occupati anche da quei famosi 30mila di cui prima. Per non parlare dell’entourage che si trincea dietro i marchi Argos e Biosì, gente che lavora grazie alla pallavolo, da chi si sostenta a chi percepisce comunque un rimborso in un momento particolarmente triste dal punto di vista professionale. Anche questi devono pagare dazio? E poi le testimonianze degli stessi gestori, riportate giusto qualche mese fa in seguito all’accordo “Incoming”, un pacchetto che combinava l’evento partita ad una cena o una degustazione in una varietà di locali del comprensorio, oppure ad un pernotto, o ancora ad un’attività caratteristica. Forse l’errore del club bianconero è stato cercare di promuovere realtà anche al di fuori del proprio orticello, come l’Hotel Mingone di Arpino, per citarne uno. Però le dichiarazione, ci arrivarono anche dagli stessi sorani, di cui riportiamo degli stralci: Giovanni Sabatini, proprietario della pizzeria Doppio Zero disse

“Da quando Sora è in SuperLega, più di qualcosa è cambiato, un po’ per tutti. La visibilità e il lustro dati dalla massima categoria nazionale di uno sport che sta prendendo sempre più piede in Italia, cominciano a farsi sentire. Il seguito del pubblico avversario è notevole ed è rincuorante vedere nuovi volti a passeggio tra i locali della nostra città. Personalmente, presso la mia attività, ho avuto modo di servire vari tavoli che hanno approfittato del momento-gara per restare qui ad assaggiare una buona pizza”;

oppure Alberto Vitale, proprietario della Taverna Re Fuoco raccontò che

Sicuramente l’avvento di questo sport a Sora, unica serie A cittadina, ha determinato un influente incremento della clientela presso il nostro locale nelle giornate di campionato; clientela di tifoseria ospite e nostrana, soprattutto, ma anche delle varie dirigenze che si alternano ai nostri deschi”.

Allora ci verrebbe da chiedere: vuoi che queste 30mila persone non abbiano consumato nulla? Non abbiano preso un caffè o un panino? E, ancora: ma gli stessi atleti, dove pagano gli affitti? Dove vivono, mangiano, comprano, si vestono, escono? E gli stessi sorani che si recheranno a Frosinone a tifare la loro squadra del cuore, ad oggi, dove si tratterranno per il post partita? Questi soldi spesi tra gli esercizi commerciali, i nostri esercizi commerciali, possono davvero corrispondere a zero, come dichiara Bruni? No. La matematica non è un’opinione. Quindi no.

To be continued…

Cristina Lucarelli – Biosì Sora

Gino Giannetti: “Il motivo per il quale oggi noi siamo a Sora”.

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Dopo aver vinto il Campionato di Serie B2, nella stagione 2008/2009 la Globo Pallavolo Sora fa il suo esordio nella serie nazionale di B1 ospitando le sue sfidanti all’interno del Pallone Tensostatico di via Sferracavallo, non prima però di aver provveduto, a spese della società Argos Volley, all’adeguamento della struttura alle esigenze regolamentari della categoria con un investimento di circa €70.000 mai richiesti all’ente comunale.
Nuovo look per le mura casalinghe e roster potenziato con atleti top di categoria per una stagione esaltante che ha vissuto un testa a testa spettacolare con Gela fino alla penultima giornata quando, con 26 vittorie e 3 sconfitte la Globo Pallavolo Sora ha conquistato sul campo la promozione in Serie A2 continuando a scrivere pagine importanti della sua storia sportiva.

“Successe – racconta il Patron Gino Giannetti -, che per la prima volta una neopromossa vinse il campionato di B1. Ci ritrovammo quindi, dopo solo sei mesi, a gioire come dei matti per essere arrivati in serie A2, ma allo stesso tempo a scoprire che non avremmo più potuto giocare al tensostatico.
Armati di grande voglia siamo emigrati a Frosinone dove abbiamo giocato per due anni, dal 2009 al 2011. Nel frattempo a Sora iniziarono i lavori per la realizzazione del palazzetto di via Ruscitto e, alla fine di questi due anni, l’amministrazione comunale ci convoca per informarci che la struttura era quasi pronta ma non avevano risorse economiche a sufficienza per portare a termine tutti i lavori.
Così la giunta Casinelli, formata dal vice Sindaco Paolacci e l’assessore ai lavori pubblici Roberto De Donatis , prima che finisse il mandato, fece un atto di indirizzo in cui spiegava che c’erano sia motivazioni di carattere d’urgenza, dato che avevamo la possibilità concreta di tornare a Sora, e sia tutte le caratteristiche per poter chiedere a un privato di terminare un’opera che sarebbe altrimenti rimasta incompiuta e in balia delle intemperie. Ci siamo così ritrovati a interagire con il Comune che ci ha fatto delle richieste ben precise. Non siamo stati noi quindi a decidere, ma all’interno di un capitolato già appaltato il Comune ci ha espressamente chiesto di ultimare lavori di impiantistica, di alcuni arredi sportivi e di attrezzature, con spese già appaltate per circa 188.000 euro.
Arriva il momento delle votazioni-elezioni, cambia la giunta e cambia l’amministrazione. Il nuovo consiglio comunale approva uno schema di delibera della convenzione e fa in modo che inizino i lavori, i quali in soli tre mesi permisero alla nostra società di tornare immediatamente a giocare nel nostro paese, a casa. Una soddisfazione immensa che ci ha veramente segnato, in tutti i sensi. E solo questo è il motivo per il quale noi oggi siamo a Sora.
Vorrei fare un piccolo inciso su questo nostro essere a Sora, senza polemica trattare alcuni contenuti della convenzione. Sto parlando della possibilità dell’ente Argos Volley di poter intitolare suppletivamente in modo commerciale il palazzetto, diritto espresso dall’articolo 3. Mi pare oltremodo fuori luogo che si continui ancora a parlare di questo, non vogliamo togliere niente a nessuno ma ce ne dispiacciamo quando l’amministrazione stessa che ha firmato la convenzione, e quindi giuridicamente ne deve rispettare il contenuto, è la prima a non esprimersi correttamente quando parla del Palazzetto, che si chiama PalaGlobo M.llo Capo Luca Polsinelli. Inoltre, nell’art. 3 c’è scritto che l’Argos Volley è nella facoltà di cedere un’intitolazione commerciale addizionale. Ci tengo a ribadire che non vogliamo assolutamente e in nessun modo sostituire l’intitolazione a un nostro eroe patriota, ma sia ben chiaro che quello che facciamo aggiungendo PalaGlobo non è qualcosa di illegale anzi, in special modo per i due firmatari, l’Argos Volley e il comune di Sora, non chiamarlo in tal modo è illegale.
Altro importante accento deve essere posto sul concetto dei mancati costi, perchè quando si provano a fare delle cose veramente sinergiche tra un ente e una società, qualcuno dovrebbe riconoscerne i pregi. Proviamo a fare due conti su quanto il comune non ha speso facendo questo investimento. Il comune non ha speso la ristrutturazione del pallone tensostatico di €56.000 + I.V.A. Non tutti sanno che in un ambiente privato l’I.V.A. è a credito e a debito, in un ambiente pubblico l’I.V.A. è un costo. All’epoca era del 21%, quindi il comune ha risparmiato circa €67.000. A questo va per legge aggiunto un 10% di spese, qualora avesse fatto tutto il comune, così sarebbero diventati circa €73.000. Ricordo ancora quando Ernesto Tersigni mi chiamò dicendomi – Ora che entrerai nel palazzetto c’è un problema perché avrai a disposizione due strutture sportive su Sora, ed è una cosa molto antipatica da spiegare -. Io risposi di liquidarmi così gli avrei reso la struttura tensostatica ma lui disse – Ma dai, adesso abbiamo fatto tutto questo -. Preso in quel momento di grande gioia personale, aziendale e societaria visti i tempi giusti della chiusura dei lavori al PalaGlobo, gli promisi che il giorno dell’inaugurazione gli avrei restituito gratuitamente le chiavi del tensostatico, cosa che ho fatto e che con mio grande stupore ho visto tempo dopo scritto nelle delibere.
Tornando a oggi, ci siamo ritrovati con due delibere di giunta, una per le attrezzature e una per gli impianti, che recitavano che avremmo dovuto spendere per conto del comune €188.000 + I.V.A., più il 10% di quelle spese, per un totale quindi di circa €250.000. Questi €250.000 più gli €70.000 circa precedenti, portano a una mancata spesa del comune di circa €320.000, divisi temporalmente dal 2008 al 2010. Penso che anche un semplice padre di famiglia potrebbe capire che dal 2008 al 2010 con 8 anni di un mutuo che il comune non ha fatto, di €320.000, anche pagandolo al 10% avrebbe prodotto almeno €30.000/32.000 di interessi l’anno, per un totale di €120.000 di interessi. Possiamo quindi tranquillamente affermare che il comune ha quindi evitato di spendere almeno €420.000.
A oggi però a noi non ha restituito niente nessuno, e di quei €188.000 + I.V.A. che avremmo dovuto spendere, siamo riusciti a rendicontarne €169.000 risparmiandone ulteriori €12.000, se dovessimo rientrare in possesso degli €170.000, il comune ne avrebbe così spesi €250.000 in meno, e questo è un concetto chiaro, semplice e matematico sul quale si basa il contenuto della convenzione che prevede il pagamento delle utenze a carico del comune.
Dal momento in cui veniamo a capire che le utenze pagate dal comune ammontano a circa €40.000 o 50.000 l’anno, in questi cinque anni neanche in questo caso il comune ci ha rimesso. Vorrei però fare un piccolo distinguo partendo dalla polemica che si aprì attorno al 2013 con l’amministrazione Tersigni che pose l’accento sulla nostra richiesta di un documento che ci desse modo di tracciare gli eventi fatti da terzi all’interno del PalaGlobo, pretesa avanzata, come nel rispetto della convenzione, in quanto custodi del palazzetto.
A oggi abbiamo un elenco di eventi, che vanno da Brignano alle recite scolastiche, di almeno un centinaio di attività terze fatte con grande gioia nel PalaGlobo M.llo Capo Luca Polsinelli. Abbiamo sempre aperto con collaborazione ed entusiasmo le porte del PalaGlobo a tutte le associazioni e manifestazioni programmate senza mai aver preteso nulla. Non si capisce quindi il motivo per il quale ci dovremmo vedere rendicontate anche queste spese. Volerci addebitare per forza le utenze di manifestazioni di terzi è fuori luogo soprattutto per il fatto che noi non abbiamo mai chiesto come si puliscono i bagni prima e dopo manifestazioni del genere, o rendicontato materiali di consumo, le pulizie, la custodia, e tanto altro ancora. Tutte queste cose, non hanno mai avuto nessuna quantificazione”.

To be continued…

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Sora

Questione Palazzetto, tutta la verità Argos Volley: l’antefatto.

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La “Questione Palazzetto” è nata oltre un decennio fa quando l’Argos Volley militava in serie B2 e le ambizioni erano già quelle del professionismo, attitudine che ha sempre contraddistinto la dirigenza societaria e la lungimiranza dei suoi vertici.

Le prime disquisizioni infatti, su una casa che rispondesse innanzitutto alle esigenze regolamentari della categoria di appartenenza ma anche a quelle superiori dove la società di corso volsci voleva arrivare e lo ha fatto, partono dalla stagione 2007/2008 quando venne allestita una squadra capace di dominare dalla prima all’ultima giornata il girone G della serie B2 culminato nella promozione in B1.

In quegli anni Sora giocava e vinceva al Pallone Tensostatico di via Sferracavallo, struttura non adatta però alla categoria conquistata. Gino Giannetti è lungimirante, progetta e propone all’amministrazione Casinelli un palazzetto privato che va ben oltre la serie B1 e arriva fino all’ospitalità delle Nazionali, ma la sua proposta viene additata quasi come visionaria e come una sorta di “concorrenza sleale” alla struttura che doveva essere messa in piedi in via Ruscitto e per la quale ancora non era stato posto neanche un mattone.

“La nostra prima idea – racconta il Patron Gino Giannetti -, fu proprio quella di costruirci un palazzetto privato progettato su uno dei nostri terreni di proprietà sito in Via San Domenico, dove prima c’era un nostro supermercato e dove poi è nato il Mc Donald. Il terreno aveva già un indice di cubatura per cui non avevamo bisogno di niente solo dell’aumento delle altezze.
Ricordo benissimo due riunioni alle quali assieme all’amministrazione Casinelli e dunque al sindaco, all’allora assessore ai lavori pubblici Roberto De Donatis, l’assessore Paolacci e il segretario generale, ha partecipato anche il presidente del CONI, Luigi Conti, e mio tecnico. Spiegammo loro che non avevamo bisogno di nessun aumento di cubatura, non volevamo costruire niente di più, avevamo solo la necessità di un palazzetto che fosse alto 14 metri perché volevamo portare la Serie A a Sora e avere la possibilità, essendo molto vicini a Roma, di ospitare qualche volta anche le nazionali. Questo però ci imponeva una cubatura maggiore rispetto a quelle che erano nelle nostre possibilità, così proponemmo al comune, a fronte di questo aumento vincolato esclusivamente a un progetto sportivo, di far adoperare tutte le mattine questa struttura alle scuole che, tra l’altro, già si vociferava potessero essere costruite lì vicino. Se non erro, poi, c’era anche il Liceo Scientifico che non aveva a disposizione nessun impianto. Quello che chiedevamo era solo la possibilità di realizzare un locale alto 14 metri come ci imponeva il regolamento. La prima risposta fu: – Non potete cercare di farli tutti sottoterra questi 14 metri? – e lì mi venne da ridere. La seconda fu la richiesta della costruzione di una piscina.
Ma la piscina non era soltanto un problema economico con l’amministrazione che prospettò una spesa di circa €400.000, ma anche un problema di competenze. Ci siamo allora presi del tempo per pensarci e per vedere quanto potesse essere effettivamente fattibile.
Dopo una settimana ci incontrammo di nuovo, presi un foglio e scrissi che mi sarei impegnato nel dare al Comune di Sora €400.000 di oneri di urbanizzazione al momento in cui loro avessero dato a me la possibilità di realizzare il mio progetto. Non volevamo creare cattedrali nel deserto, volevamo solo il nostro palazzetto con la possibilità di avere una parte commerciale che già era prevista, e dunque non alcuna richiesta in più. Loro però insistevano con la piscina al che rispostondo che non ne avevamo le competenze e che si parlava di importi troppo, troppo, diversi.
La battuta finale della riunione fu nuovamente la nostra richiesta di costruirci un palazzetto privato ma il Segretario Generale rispose che non avremmo potuto mai realizzare il nostro progetto in quanto sarebbe stata una concorrenza sleale al palazzetto progettato per via Ruscitto e che tra poco costruiremo. Questa frase è rimasta impressa e indelebile nella mia mente così come il dissidio che poi ci fu tra il presidente del CONI e l’amministrazione alla quale Luigi Conte disse – non ho mai visto una proposta così allettante per un comune essere però rifiutata -”.

Nel frattempo l’inizio della nuova stagione 2008/2009 era sempre più imminente e il Pallone Tensostatico di via Sferracavallo sempre lo stesso e dunque non adeguato alla Serie B1. Così la società Argos Volley ha dovuto attingere alle proprie risorse per apportare le migliorie necessarie per permettere a Sora di disputare il nuovo campionato di appartenenza. “Conti alla mano – continua Giannetti -, i costi sostenuti sono stati pari a circa €70.000, mai richiesti all’ente comunale”.
To be continued…

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Sora

Dalla Conferenza Stampa una soluzione per la “Questione Palazzetto”

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E’ terminata nel miglior modo possibile la conferenza stampa tenuta ieri dall’Argos Volley tra le mura del tanto “chiacchierato” PalaGlobo “Luca Polsinelli”. Facendo una prima scrematura di tutte le nozioni emerse, si apprende felicemente che la Biosì Indexa Sora continuerà a disputare il campionato di SuperLega sul parquet casalingo, quello che ne ha raccontato la storia più recente e più soddisfacente. Per cui, per la stagione 2017/2018, “Sora resta a Sora”, non cambia ubicazione e il roster che si sta formando in questi giorni potrà ancora battagliare in bianconero a casa propria.

Un’apertura della Lega nei confronti della società di patron Gino Giannetti, ha condotto ad una soluzione che permetterà alla città volsca di non perdere il lustro della massima serie e la visibilità, l’indotto, che tale condizione porta con sé. Per i dettagli ci pensa lo stesso Gino Giannetti che, dopo un piccolo riepilogo sulle vicende legate all’ampliamento del locale palasport, spiega:

“Abbiamo avuto un incontro in Lega dove ci siamo presentati mostrando l’attuale palazzetto e le soluzioni, che portano però una dilazione dei lavori da fare durante la primavera e l’estate di ogni anno. Si parla di un’ipotesi di ampliamento ipotizzata all’interno di quattro stagioni. La spesa preventivata è di 1.750.000 euro. Attraverso un bando per le strutture sportive che necessitano di adeguamenti, potremmo usufruire 1.000.000 di euro a fondo perduto, una somma tale che impreziosirebbe e di non poco il valore di un impianto e della sua città. A questa opportunità si è aggiunta la possibilità di un ulteriore aiuto dalla Regione Lazio, relativo alla messa in sicurezza del palazzetto, e che corrisponde ad un finanziamento a fondo perduto di 250.000 euro. La restante cifra che servirà a completare le opere di ristrutturazione dovrà essere fornita dal comune di Sora. Il nostro sindaco si è allora preoccupato del fatto che per l’anno zero non avrebbe fatto in tempo a gestire la possibilità di spendere dei soldi prima di dicembre per quegli importi. Ho quindi proposto di provvedere solo alla messa in sicurezza del nostro palazzetto, atto praticamente dovuto, propedeutico al deflusso di 3000 persone. La Lega ha accettato e quindi ad oggi abbiamo fatto domanda di iscrizione con un progetto che prevede la possibilità che da adesso al 31 di dicembre venga realizzata solo questa fase, per una spesa di 180.00/200.000 euro. La Lega ha voluto la certezza che se tutto questo non dovesse succedere al 31 dicembre di ogni anno, dovremmo lasciare Sora. Il percorso che noi stiamo facendo è sostenibile e dilazionato in un periodo di tempo consono per portare a casa il risultato. Ho voluto condividere queste informazioni per rendere noti e trasparenti gli impegni presi, perché ritengo che sia corretto che si sappia tanto quali sono le cifre, quanto da dove vengono. Tra qualche anno potremmo essere orgogliosi di aver partecipato alla possibilità di arricchire il nostro territorio di un impianto che, volente o nolente, esiste soprattutto grazie alla pallavolo, ma sempre a disposizione anche di altre organizzazioni. Vorrei che fosse chiaro, poi, che gli impegni presi dall’amministrazione non sono più prorogabili, bensì tollerabili”.

A dare ulteriori chiarimenti circa gli step concordati per i lavori al PalaGlobo, interviene efficacemente il legale Avv. Mario Cioffi, che dice:

“Ho partecipato a questi incontri con la Lega e con il ministero e ritengo che le cose debbano essere chiare sin dall’inizio. Da una situazione di tensione con la Lega si è passati ad una sinergia scaturita dal dialogo, lo stesso che poi è stato esteso anche all’amministrazione cittadina. Questo non significa che i soldi sono lì che ci aspettano, bensì che bisogna organizzare una progettazione seria sulla quale collaborare con il comune, e la società si è fatta carico di occuparsene a proprie spese. Parliamo ovviamente di un finanziamento che potrà coprire, nella migliore delle ipotesi, due delle fasi dei lavori. E’ stata un’invenzione di Gino proporre le cose da un punto di vista diverso, e partire dalla messa in sicurezza, un discorso efficace che ci ha permesso di ribaltare la situazione. Ci siamo quindi incontrati con l’amministrazione, rendendola consapevole che l’ammissione è solo un primo passaggio e che l’impegno più importante inizia il giorno dopo perché bisogna subito pensare a come reperire quei 250.000 euro, che non è detto debbano venire solo dalle casse del comune, ma potrebbero pervenire anche dalla regione. E’ giunto il momento di crescere tutti insieme; sono sicuro che i risultati arriveranno”.

Cristina Lucarelli – Biosì Indexa Sora

Se Tu ci Sei, Noi ci Siamo!

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Questa mattina si è dato ufficialmente lo start alla nuova campagna abbonamenti della Biosì indexa Sora per il campionato di SuperLega UnipolSai targato 2017/2018.

Con una conferenza stampa presso il PalaGlobo “Luca Polsinelli”, la società volsca ha salutato media e tifosi e ha presentato le ultime novità in fatto di fidelizzazione. “Se tu ci sei, noi ci siamo!”, questo lo slogan che esprime il concetto base della filosofia bianconera: l’appassionato, il pubblico, sono da sempre al centro del pensiero societario e il club si è riservato la decisione di offrire diverse opzioni per i titoli stagionali, studiate per soddisfare ogni tipologia di esigenza.

Al tavolo dei relatori patron Gino Giannetti, il presidente dell’Argos Volley Enrico Vicini, il vice-presidente Ubaldo Carnevale e la responsabile marketing Marta Bazzanti. A fare gli onori di casa lo stesso Giannetti che introduce, dunque, il tema odierno:

“Vorrei iniziare parlando di quella che è stata l’affluenza nel nostro palazzetto la scorsa stagione. Siamo stati gratificati con il più alto indice di capienza; abbiamo infatti superato il 95% del coefficiente di riempimento e ce n’è stato dato atto anche a livello nazionale. Questo non può che inorgoglirci in modo importante e spingerci così ad andare incontro ai tifosi e a tutte quelle persone che, con quotidianità, ci hanno seguito. E’ anche per questo che abbiamo creato una serie di tipologie diverse di abbonamento, in quanto riteniamo che in tale modo possiamo da una parte aver messo in chiaro alcune difficoltà emerse durante lo stesso anno, mentre dall’altra parte cerchiamo di andare verso quelle che sono i bisogni dei diversi settori”.

 

Nello specifico si addentra Vicini che offre una panoramica della prossima disposizione del palasport di via Ruscitto:

“La caratteristica principale di questa campagna abbonamenti è che abbiamo voluto ampliare il numero di settori all’interno del palazzetto, a differenza della scorsa stagione nella quale c’era il biglietto unico. La prima distinzione che abbiamo voluto fare è proprio nel settore “vip”, leggermente ampliato. Abbiamo deciso di mettere nello stesso settore due tipologie di abbonamento: al costo di 400,00 euro sarà compreso l’accesso al parcheggio e un minimo di due inviti nella Sala Hospitality dove sarà possibile cenare con noi e con gli atleti della Biosì Indexa; resta poi invariato il pass da 700,00 euro che comprende egualmente il parcheggio ma la cena in Hospitality ad ogni evento casalingo. Abbiamo poi ridisegnato i posti a sedere e creato il settore “distinti”: la seduta è stata rimodulata ed il costo della card sarà di €250,00. Questi, ovviamente, saranno gli unici due settori dove non ci sarà il ridotto per gli Under16. Nella tribuna ovest tutto è rimasto invariato al costo di 180,00 euro, mentre per la est siamo a 150,00. Le due curve, da posti non numerati, avranno invece un valore di 130,00 euro. In tutti questi casi è possibile, acquistando un titolo intero, abbinare un ridotto Under 16 a 70,00 euro. Per tutti i vecchi abbonati, per una settimana, e quindi a partire da lunedì 26 giugno, momento in cui avrà inizio la vendita presso il botteghino del PalaGlobo, e fino a lunedì 3 luglio, vale il diritto di prelazione sul posto occupato lo scorso anno. Contemporaneamente, sarà ovviamente possibile accaparrarsi i seggiolini liberi. La biglietteria sarà aperta il lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 17.00 alle 20.00. Saremo inoltre presenti venerdì e sabato, dalle 16.00 alle 20.00 e poi domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20, presso la manifestazione Informa In Fiera che si terrà nel polo fieristico di Sora in via Barca San Domenico, dove sarà possibile acquistare gli abbonamenti nelle stesse formule appena indicate. La vendita online, invece, inizierà i primi giorni di luglio”.

L’importanza dell’abbonamento è quindi esplicata da Carnevale, che dice:

“Abbiamo deciso di dare diverse chance con prezzi per tutte le tasche, per permettere davvero a tutti di non perdersi il grande spettacolo della SuperLega. Vorrei sottolineare che acquistare un titolo stagionale vuol dire essere presenti sempre e ad un costo medio decisamente vantaggioso rispetto a quello che potrebbe essere il singolo biglietto. Pensiamo poi anche alle partite di cartello, dove la disponibilità termina in pochissimi giorni e si potrebbe perdere l’opportunità di ammirare grandi campioni dal vivo e match sfavillanti. Da due anni a questa parte, poi, la tifoseria si sta sempre più appassionando alla squadra e penso che, per loro, avere l’abbonamento in tasca sia un po’ come essere parte integrante della società”.

Sulla stessa scia del vice-presidente Argos anche la Bazzanti:

“Abbonarsi vuol dire essere vicini alla società. Con la progettazione di varie forme di sottoscrizione abbiamo cercato di colmare le differenti esigenze che lo stesso pubblico ci ha palesato nei mesi passati, con un prezzo ridotto in curva e con i distinti che sono una via di mezzo tra la tribuna ovest e l’abbonamento Vip, cercando di accontentare tutta la platea. Ci rendiamo sempre disponibili ad ascoltare ogni consiglio per migliorare questa campagna, ma credo fortemente che abbiamo fatto un grosso passo in avanti e questa non può che essere una cosa positiva”.

Ricordiamo che ogni abbonamento da diritto a scegliere la propria seduta numerata – tranne nel caso della curva – e che questa sarà legata all’acquirente per tutta la Regular Season, periodo in cui il ticket avrà validità, ossia per un totale di 13 eventi casalinghi.

Cristina Lucarelli – Biosì Indexa Sora

Sentite condoglianze alle famiglie Cellupica e Giannetti.

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La società Argos Volley e tutta la BioSì Indexa Sora si stringono attorno al dolore delle famiglie Cellupica e Giannetti colpite dal grave lutto. Ad Alessandro e Sabina, Valerio e Pamela, le più sentite condoglianze per la perdita dell’amato padre e nonno.