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Luca Giannetti: “Passione, competenza e pianificazione, le chiavi del successo”

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L’Argos Volley si è risvegliata questa mattina con la consapevolezza di aver raggiunto risultati sportivi importanti, e non da un sogno, ma con la certezza di aver svolto un ottimo lavoro sia in campo che fuori.
Il nono posto della classifica, la conferma per il secondo anno consecutivo di Dusan Petkovic come miglior realizzatore della SuperLega con tanto di record assoluto stabilito, il primo posto di Joao Rafael nella classifica di rendimento individuale per maggior numero di ricezioni perfette e quello, sempre dell’opposto serbo, di attacchi vincenti, sono tutti obiettivi sportivi che si era posta fin dall’inizio della stagione e sui quali ha lavorato alacremente concedendosi in corso d’opera anche di spostare l’asticella verso l’alto. E con tutte le forze messe in campo, dai singoli e dal gruppo, oggi può esserne decisamente orgogliosa.

È cresciuta nel suo percorso storico in SuperLega e, se alla terza partecipazione al massimo campionato italiano, il primo con le retrocessioni, è riuscita a occupare in classifica il primo posto utile dopo quelli Play Off mettendosi dietro ben cinque squadre del calibro di Ravenna, Latina, Vibo Valentia, Siena e Castellana Grotte, non è un caso.

“Budget più basso tra tutti i club; età media più bassa della Superlega; nomadi con tre case diverse negli ultimi tre anni, Sora, Frosinone e Veroli; dati per cenerentola destinata a una magra figura dagli “intenditori”; sfavorita per i bookmakers in 25 partite su 26… Intanto in silenzio: nono posto nella classifica finale di regular season; raggiungimento salvezza con tre giornate d’anticipo; record del club di punti in classifica mai raggiunti in SuperLega, 28; record di vittorie in SuperLega, 9; miglior ricettore del campionato, Joao Rafael; miglior realizzatore nella storia della Superlega in epoca di Rally Point System, Dusan Petkovic. Tutto grazie alla passione, competenza e pianificazione.
Quest’anno ci siamo salvati una decina di volte e non una volta sola grazie non solo a chi è sceso in campo ma a chi ci è stato accanto, in primis il Comune di Veroli a cui va grande merito e riconoscimento per tutto quello che ha fatto per la nostra società e per il territorio affinché potesse beneficiare di una SuperLega. L’amministrazione comunale di Veroli ha sposato e supportato tutte le attività dell’Argos Volley.
Lo stesso riconoscimento va ai nuovi tifosi che ogni domenica sempre di più hanno riempito il PalaCoccia stringendosi e sentendosi parte integrante della nostra realtà; e alle attività commerciali della provincia, che hanno fatto davvero tanto, si sono fidati di noi, condividendo progetti, permettendoci di realizzarli, e alla fine sentendoli propri”.

Questa è l’analisi lucida del Consulente Tecnico Luca Giannetti, che pone l’attenzione su tre elementi importantissimi alla base della costruzione del lavoro societario, passione, competenza e pianificazione, indiscutibilmente la chiave del successo.

Gli ottimi risultati raggiunti sia in campo che fuori, e sanciti ieri all’ultima giornata di campionato, hanno avuto un percorso evolutivo durato tutta la stagione. A ogni giornata di campionato il metro segnava sempre un tassello in più, grazie a tutte le attività che quotidianamente venivano svolte.
È innegabile che il risultato sportivo più di ogni altro smuova le attenzioni, ma dietro e accanto a questo, tanto lavoro ottimamente condotto nel campo del marketing, del sociale, della cultura e dell’inclusione.

“Ciò che volevamo da questa stagione – continua Luca Giannetti -, lo avevamo pianificato tre anni fa subito dopo la promozione nella massima serie nazionale, e quindi ci siamo salvati non solo per come hanno brillato le stelle Dusan Petkovic e Joao Rafael, ma per la competenza dello staff tecnico e medico che ha pianificato e ha permesso, negli anni in cui non si retrocedeva, ad atleti come Caneschi, Fey, e Mauti, di crescere e maturare sul campo, ed essere poi pronti per questa stagione. E poi di investire su ragazzi come Di Martino o Bonami, lavorandoci e facendoli diventare giocatori di alto livello, perché questo abbiamo dimostrato.
Grandissime soddisfazioni anche fuori dal campo, con le persone che curano i diversi ambiti extra sportivi che hanno dimostrato di essere di SuperLega sempre attraverso la competenza e la programmazione, con l’aggiunta però di cuore, spirito di sacrificio, e caparbietà nell’affrontare le situazioni.
Per affrontare progetti ambiziosi e raggiungere gli obiettivi, bisogna avere al proprio fianco persone competenti e che ci mettano qualcosa in più, e quel qualcosa in più è il cuore. Lo stesso che ci mettiamo io e la mia famiglia da tanti anni.
I “campionati” si vincono con le persone”.

Carla De Caris – Responsabile Uff. Stampa Globo Banca Popolare del Frusinate Sora

Luca Giannetti: “Siamo sulla strada giusta ma dobbiamo lavorare tanto”

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Aveva iniziato nel migliore dei modi la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora quest’ultima, difficilissima sfida contro la Sir Safety Conad Perugia. Un set chiuso a chiave, ma poi è arrivata la rimonta e la vittoria dei primi della classe. Un risultato prevedibile, meno lo è stato quel primo game strappato ad una formazione infarcita di campioni e con ben altri obiettivi rispetto ai bianconeri. Dunque, una buona reazione nel post Latina da parte degli uomini di coach Barbiero che ora sono chiamati ad affrontare una gara più facile sulla carta, quella contro Castellana Grotte e dove l’obiettivo sarà la vittoria piena.

Ed è proprio il mister dei volsci a fare il punto dopo la partita con gli umbri:

“Ci abbiamo provato. Abbiamo messo in campo tutto il nostro potenziale, poi è chiaro che finito l’entusiasmo del primo set loro sono usciti fuori. Il valore di Perugia è evidente ma noi abbiamo fatto la nostra partita. Siamo stati bravi a tenere la testa in campo fino alla fine, anche se loro sono andati spesso avanti. Siamo stati bravi a tenere anche alcuni fondamentali, la ricezione un po’ meno ma, con la loro precisione in battuta, è stato veramente complicato essere all’altezza. Mi è piaciuto l’atteggiamento dei miei ragazzi che hanno voluto combattere fino alla fine e lo hanno fatto a testa alta quindi sono contento. Anche a Latina abbiamo giocato non al nostro livello ma non abbiamo mai mollato. Nell’arco di tutto il campionato, fino ad ora, abbiamo sempre combattuto. Poi, è chiaro che una squadra giovane ha alti e bassi legati anche alla quantità di errori nei momenti importanti e ci può stare. Dobbiamo solo continuare ad avere fiducia nel lavoro che stiamo facendo e nel nostro cammino. Credo che fino ad ora non possiamo che essere soddisfatti”.

Per Sora si esprime anche patron Luca Giannetti, che dice:

“Penso abbiamo giocato una buona partita. Siamo stati, almeno fino alla metà del set, sempre punto a punto. Nel primo parziale la nostra è stata veramente una grande prestazione, poi è chiaro che, quando loro son saliti in battuta ed hanno limitato gli errori, ed individualità come Atanasijevic e Leon hanno fatto 6 ace a testa, diventa dura per chiunque. Il nostro obiettivo è la salvezza, fare un game in più di quello che serve per salvarci. Fino ad ora abbiamo raccolto punti importanti, seppur consapevoli di averne lasciato qualcuno qua e là. Ora c’è una partita fondamentale, quella di Castellana domenica, dopo la quale potremmo tirare le somme e fare un bilancio. Per adesso, possiamo dire di essere sulla strada giusta ma dobbiamo lavorare tanto”.

Dall’altra parte della rete è il tecnico dei Block Devils a dire la sua:

“Nel primo set avevamo ancora molto nella testa la sconfitta di Padova – spiega Lorenzo Bernardi -, c’era molta tensione all’interno del campo. Ci siamo innervositi perché la battuta non arrivava ed abbiamo commesso 9 errori al servizio, sprecando due opportunità importanti in attacco, e giustamente Sora ne ha approfittato per vincere il set. Dal secondo in poi, sono cresciute notevolmente le nostre percentuali in attacco, è entrato molto bene il servizio, che per noi è un fondamentale importante. Io lo dico sempre, non deve essere imprescindibile, ma quando ci entra l’avversario la subisce. Le sconfitte fanno parte del sistema di un gioco, quando ci sono due squadre che si incontrano, una vince ed una perde. Abbiamo giocato non bene a Padova, meritando di perdere. Oggi, poi, per un set, abbiamo fatto altrettanto ed abbiamo meritato di perderlo. Per gli altri 3 abbiamo giocato meglio della ed è stato giusto così. Ora abbiamo una trasferta in Francia con una squadra molto quadrata, che sbaglia poco e che riceve bene, quindi sarà una partita delicata. Al rientro, poi, penseremo alla regular season”.

L’mvp dell’incontro, Leon si accoda al suo allenatore:

“E’ sempre difficile giocare contro una squadra in casa sua, così come è successo anche ora. Sora ha fatto il suo gioco, noi abbiamo avuto difficoltà nel primo set e loro sono riusciti a vincerlo. Abbiamo poi ritrovato il nostro equilibrio e portato via la gara piuttosto con facilità. Era importantissimo tornare a vincere per continuare a restare in vetta”. Chiude per tutti il libero della Sir, Colaci: “Nel primo set non abbiamo sfruttato nessuna delle occasioni che ci siamo creati in contrattacco, e così è dura. Sora ha poi trovato un ottimo break in battuta e lì si è chiuso. Avevamo preparato una partita difficile, perché li avevamo visti già alle prese con Trento, o in altre gare, e quindi eravamo pronti. Dal secondo game in poi, il nostro livello è aumentato tanto soprattutto al servizio, e quando battiamo così diventa difficile per tutti perché poi a muro siamo belli grossi, ed in difesa qualche palla riusciamo a tirarla su. Quella di Padova è stata una sconfitta dove l’avversario ha meritato di vincere. Ci può stare, quando si giocano 50-60 partite l’anno, l’importante sta nel buttarsele alle spalle. Insomma, ci sono anche gli avversari e, quando meritano, bisogna ammetterlo. Noi siamo ripartiti, abbiamo i nostri obiettivi chiari in mente: arrivare primi a fine girone di andata ed a fine regular season e vincere tutto quello che ci è possibile. Bisogna solo imparare dalle sconfitte”.

Cristina Lucarelli – Globo Banca Popolare del Frusinate Sora

La scommessa si chiama Karol Rawiak

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La Polonia è un territorio che pallavolisticamente in questo momento attira molto il direttivo Argos Volley che, per la scommessa stagionale, seleziona un altro atleta, dopo il palleggiatore Michal Kedziersky, del paese dell’est Europa affacciato sul Baltico.
La “puntata” che lo staff tecnico della BioSì Indexa Sora quest’anno vuole fare, si chiama Karol Rawiak, schiacciatore classe ’94 che, con i suoi 198 centimetri di altezza per 93 chilogrammi di peso, raggiunge in attacco i 350 e a muro i 330.
Una puntata sulla quale il consulente tecnico, Luca Giannetti, assieme a tutto lo staff tecnico, crede molto:

“Karol è stato uno dei primi nomi a girare all’interno dei nostri progetti sul nuovo team che sta prendendo sempre più forma, e credo rappresenti a pieno lo spirito che caratterizzerà la BioSì Indexa Sora 2018/2019. È un ragazzo caparbio – continua Luca Giannetti -, con tanta voglia di lavorare e dimostrare il suo valore, soprattutto in una SuperLega avvincente come sarà quella della prossima stagione.
Arriva dalla prima Lega polacca dove ha militato per cinque stagioni sempre con ottimi risultati, raggiungendo più volte le finali playoff ottenendo anche numerose candidature come MVP distinguendosi prevalentemente per le sue doti di attaccante.
Appena contattato si è subito dimostrato entusiasta di venire a Sora, convincendo lo staff tecnico anche sotto il profilo umano oltre che tecnico.
È un ragazzo su cui puntiamo per dare quantità e qualità soprattutto agli allenamenti oltre che per completare al meglio un reparto importante come quello degli schiacciatori-ricettori.
Sono certo che ci darà una grossa mano durante tutto l’arco della stagione, iniziando con l’atteggiamento giusto di chi vuole sfruttare al meglio l’occasione per dimostrare tutte le potenzialità che abbiamo intravisto in lui”.

Alla sua prima esperienza nel campionato italiano, Karol nel suo bagaglio dunque porta tante belle battaglie vissute in quello polacco, sia nella PlusLiga che nella seconda Liga.
L’ultima stagione lo ha visto vestire la maglia dell’Azs Nysa mentre nella precedente era alla sua seconda presenza, non continuativa, tra le fila dello Ślepsk Suwałki. Le due annate sportive infatti, quella 2014/2015 e la 2016/2017, sono state intervallate dall’esperienza all’AGH Krakow. Dal 2010 al 2013 invece ha militato nel KS Metro di Varsavia, mentre nel 2013/2014 è stato un atleta del KPS Siedlce.

Le caratteristiche che hanno colpito lo staff tecnico possono essere racchiuse nella buona ricezione dove lo schiacciatore polacco si dimostra equilibrato e paziente, nella difesa dove spesso si mette in evidenza, ma anche nei fondamentali offensivi con la sua battuta in salto e l’astuzia nel giocare la palla alta.
Tutte grandi potenzialità che associate al duro lavoro che Karl Rawiak ama fare in palestra, si trasformeranno in crescita del singolo e del gruppo, e sicuramente anche in risultati.

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Indexa Sora