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Nuova pagina di saluti, in partenza Kedzierski e Bermudez

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Nuova pagina di saluti in casa Argos Volley. Dopo l’ultima, intensa, annata, i destini della società bianconera e quelli degli atleti Willian Bermudez e Michal Kedzierski si divideranno.

Entrambi arrivati lo scorso anno, hanno dato un contributo importante ai traguardi raggiunti nei mesi appena archiviati dalla Globo Banca Popolare del Frusinate Sora.
Kedzierski, polacco classe ’94, è approdato nella terra bagnata dal Liri dopo l’esperienza nella serie A della propria nazione, dove ha maturato il giusto bagaglio affinché potesse essergli affidata la gestione d’attacco volsca. Micha è stato l’uomo ‘in cabina di regia’, colui che ha gestito il sestetto volsco nella corsa alla piena salvezza e alla scrittura di record sportivi di spessore, come ad esempio quello del bomber Dusan Petkovic. Ora, arricchito ancor più di esperienza pallavolistica importante, torna a giocare nella PlusLiga e lo farà rivestendo la maglia del Cerrad Czarni Radom, squadra che il palleggiatore polacco aveva lasciato al termine della stagione 2016/2017 per andare a giocare prima all’Asseco Resovia e poi per approdare a Sora.

Anche per l’opposto colombiano, ‘Willy’ per gli amici, un solo anno di permanenza in bianconero con il difficile ruolo di secondo. Difficile perché, davanti a lui, c’era il fuoricalsse Petkovic. Eppure ha saputo gestire il peso delle proprie responsabilità allenandosi sempre con impegno e sacrificio, sostenendo la pressione delle aspettative e scalpitando dalla panchina, sebbene con tanta umiltà. Quando ha avuto la propria occasione ha dato il meglio di sé stesso, si è fatto voler bene dai compagni di squadra e dal pubblico.

La società Argos Volley Sora, nel comunicare la partenza verso altre mete di questi due atleti che molto bene hanno fatto e che tanto hanno lasciato a Sora, li ringrazia per la mole e la quantità di lavoro svolto e gli augura un futuro ricco di soddisfazioni nella pallavolo che conta.

Dopo quattro meravigliose stagioni, arriva il momento di salutare Federico Marrazzo

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Ci sono addii più freddi e addii più sentiti e quello che l’Argos Volley comunica quest’oggi è uno dei secondi. Dopo quattro meravigliosi e intensissimi anni vissuti insieme, si separano le strade della società e del palleggiatore Federico Marrazzo.

Il regista romano è arrivato a Sora, tra le fila della Globo Banca Popolare del Frusinate, giovanissimo, quattro anni fa e fin da subito è stato uno degli atleti più amati dai tifosi. Con la maglia bianconera ha fatto il suo ingresso nel mondo del professionismo, in A2 e poi è stato uno di quegli ‘eroi’ che hanno vissuto la storica promozione in SuperLega e qui è rimasto ancora a lavorare sodo, con tanta serietà, con professionalità, per continuare a crescere e a migliorarsi.

Federico è stato uno di quei ragazzi sempre pronti al confronto, al dialogo, umile, disposto al sacrificio. Federico è stato uno di quei ragazzi che non si è mai lamentato della panchina e che quando è entrato sul parquet si è fatto trovare pronto, agguerrito. Federico è stato uno di quei ragazzi che tanto in allenamento quanto in partita, ha sempre fatto il proprio dovere, fino alla fine. Federico è stato uno dei beniamini del pubblico volsco, per la grande simpatia, il sorriso genuino e l’immensa disponibilità.

Dopo quattro anni, però, di gioie (tante) e dolori (fortunatamente pochi), di traguardi raggiunti insieme, è ora di provare anche nuove avventure, mettere a disposizione il bagaglio accumulato in queste annate di professionismo, in queste annate di massima categoria, in altre realtà e testare sé stessi in maniera diversa, con nuovi stimoli. Chissà, poi, il destino cosa deciderà…nel frattempo, però, l’Argos Volley tutta, dalla proprietà alla dirigenza, dallo staff alla squadra, fa il suo più grande in bocca al lupo a Marrazzo, gli augura il meglio per la propria carriera futura, e nel contempo lo ringrazia per il lavoro svolto e la passione profusa in queste quattro stagioni braccio a braccio, cuore a cuore.

Cristina Lucarelli – Globo Banca Popolare del Frusinate Sora

Ad maiora Dusan Petkovic

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È arrivato uno di quei momenti che non si vorrebbe arrivassero mai, la società Argos Volley deve salutare ufficialmente il suo opposto Dusan Petkovic.

Dopo due esaltanti annate, record e numeri da capogiro per il capocannoniere di sempre dell’A1, l’uomo entrato nella storia con il più alto numero di marcature in massima serie dall’introduzione del rally point system (1999/2000), che in questa stagione ha sbaragliato ogni concorrente allo scettro mettendo a terra 590 palloni, è arrivato il momento dei saluti.

Nessun divorzio, soltanto un arrivederci che permetterà a Dusan di vivere altre esperienze con Sora nel cuore e una porta sempre aperta, come lui stesso ha affermato sui social:

“È difficile esprimere quanto sono felice di aver trascorso due stagioni con l’Argos Volley, durante le quali siamo diventati tutti una grande famiglia di pallavolo e insieme abbiamo raggiunto i migliori risultati. Grazie per tutto fratelli miei! Spero che collaboreremo ancora, e fino ad allora vi auguro tanto successo e felicità”.

Dusan, arrivato a Sora tra le fila della Globo Banca Popolare del Frusinate nella stagione 2017/2018, si è presto guadagnato l’amore di una città, l’ammirazione del pubblico, la fiducia di tecnici e compagni nonché la corte spietata di tante società pronte a sognare il suo braccio armato.

Il club di patron Giannetti gli resterà sempre legato e riconoscente per l’estrema professionalità dimostrata in questi due anni, dentro e fuori dal campo, per i tanti traguardi raggiunti assieme e per tutte le soddisfazioni guadagnate mano per mano.

Certi che per l’atleta, che ha espresso il desiderio di non escludere un giorno un ritorno nella terra bagnata dal Liri, sia lo stesso, l’Argos Volley tutta, dalla dirigenza, allo staff e ai compagni di squadra, gli augura le migliori fortune per il proseguo affinché possa continuare a esprimersi ai suoi altissimi e consueti livelli in una longeva e brillante carriera.

Dopo 8 stagioni, Santucci e Sora si salutano

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L’Argos Volley comunica che dopo un “matrimonio” durato ben 8 anni, sebbene non continuativi, per la società e Marco Santucci le strade si dividono.

Termina qui un’avventura bellissima e ricca di soddisfazione per entrambi, un’avventura che li ha visti affrontare sottobraccio campionati e promozioni importanti.
Santucci, prima in veste di schiacciatore e poi in quella di libero, è stato un puntello di assoluto valore per il club bianconero. Con lui sono arrivati i salti di categoria dalla B2 alla B1, poi da quest’ultima alla cadetteria fino allo storico approdo in Superlega. Marco è divenuto così uno dei beniamini della città, bandiera e senatore della squadra e anche prezioso “amuleto” nelle cavalcate terminate con la gioia della promozione.

Finisce dunque un ciclo ma non svanirà il ricordo del grande lavoro svolto a Sora da Marco e del rapporto oramai familiare che si è instaurato nel corso di tutto questo tempo.
A Marco Santucci va quindi il più grosso in bocca al lupo per il suo futuro, professionale e non, da parte della società in toto, così come il ringraziamento per queste stagioni trascorse insieme.

Cristina Lucarelli – Biosì Indexa Sora

Mattia Rosso saluta Sora con “tanta bellissima nostalgia”

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Mattia Rosso saluta Sora e la BioSì Indexa. Dopo tre anni nel segno della continuità, lo schiacciatore e capitano della prima squadra dell’Argos Volley, a malincuore vestirà un’altra maglia per combattere altre battaglie nei rettangoli di gioco di tutta Italia.

A legare “Matti” e il club di Patron Giannetti nell’estate 2015 fu un progetto che già dalla prima stagione non ha per nulla tradito le aspettative con la storica promozione nella massima serie di cui il capitano ne fu massimo artefice autografandone anche l’ultimo punto, quello che ha squarciato il PalaValentia di Vibo per il 28-30 della vittoria di gara 5, quello che mai più nessuno dimenticherà. Ma la vera scelta di Rosso fu quella di restare, l’anno successivo, per vivere assieme alla nuova BioSì Indexa Sora la prima stagione in SuperLega con il progetto che continuò anche nella passata stagione.
Tre anni dunque che hanno segnato tanti nuovi traguardi e tante nuove altre prime esperienze sia per il club che per l’atleta che oramai si porteranno l’un l’altro tra i ricordi più belli della loro storia pallavolistica.

Mattia in breve tempo è passato da nemico più temibile, quando vestiva e combatteva per i colori di Padova, a idolo indiscusso del PalaGlobo “Luca Polsinelli”. E come non perdere la testa per un campione come lui, un ragazzo dalla faccia d’angelo, semplice, educato, sempre a modo, ma che in campo diventa incisivo e determinante nel modo che non ti aspetti. Sulla sua persona e sulla sua esperienza hanno sempre potuto contare tutti quanti, dai compagni di squadra ai tecnici, dagli addetti ai lavori ai tifosi. Insomma, Mattia Rosso è l’atleta che tutti vorrebbero avere in squadra.

“Me ne vado con un senso di nostalgia – dice Mattia -, perché Sora è un posto dove sono stato benissimo in questi tre anni, e dove sono arrivato dopo una lunga esperienza a Padova con un po’ di timore del cambiamento. Si rivelò subito un cambiamento bellissimo perché in questa cittadina ho trovato un ambiente e delle persone splendide, e poi il primo anno a livello sportivo fu veramente eccezionale, andò oltre ogni più rosea aspettativa.
Tre anni molto positivi anche sotto il profilo atletico, forse eccetto l’ultimo che è stato un po’ a corrente alternata nel quale ho giocato un po’ al di sotto di quelle che erano le mie aspettative, e dove dunque ho fatto un po’ più difficoltà, ma sono stati comunque tre anni importanti.
Nel 2009 sono arrivato nel club con l’obiettivo di scendere in Serie A2 e provare a vincere nuovamente il massimo campionato. Assieme ai miei compagni e a tutto lo staff ci siamo riusciti al primo colpo, e dopo aver riconquistare l’A1 ho avuto la fortuna di esserne anche il capitano per due stagioni. Questo un grande onore per me”.

“Me ne vado consapevole che è un posto che rimarrà per sempre nel mio cuore. Sto per lasciare tanto e sono sicuro di aver dato tutto quello che avevo dentro di me, sia a livello professionale che umano, ma anche di aver ricevuto molto.
Me ne vado sapendo che la nostra vita di sportivi è un po’ da zingari, giri e cambi squadra per tanti anni. Sora però, oramai è un punto di riferimento che rimarrà per sempre nella mia vita, anche perché è vicino alla mia vera casa e sono sicuro che ci tornerò presto per rincontrare un sacco di persone e per fare una passeggiata sulle splendide montagne.
Ancora non so cosa mi riserverà il futuro. Il cambiamento che dovrò vivere nuovamente torna a spaventarmi perché a questo non si ci abitua mai, ma come quando sono venuto a Sora, alla fine quando ti trovi in un posto per tanti anni prendi delle abitudini che ti fanno vivere bene e dimenticare i timori.
Sono sicuro che nello sport quando si chiude una porta, se ne apre un’altra. Fortunatamente avrò la possibilità di giocare in altre squadre dove confido, mi troverò altrettanto bene”.

“Non saluto qualcuno in particolare perché sarebbero troppe le persone alle quali dovrei rivolgere le giuste attenzioni. Credo che un ringraziamento particolare però lo merita tutta la gente di Sora che gravita attorno alla società, che viene al palazzetto a lavorare solo ed esclusivamente per amore di questa società e della pallavolo. Tutto quello che sta intorno alla squadra contribuisce a far sentire bene un giocatore, come in famiglia. E questo è il valore che c’è in tante società, ma a Sora in particolare, ed è una delle cose che mi ha impressionato fin dai primi giorni vissuti da volsco. Per questo motivo lascio tutte queste persone con grande nostalgia, ma con un grande ricordo di loro che fanno funzionare bene la società, e di riconoscenza per quello che hanno fatto per me. Giocatori e allenatori ne sono passati tanti in questi tre anni, qualcuno più bravo e qualcuno meno, ma anche questo fa parte del nostro mondo, cambiare spesso compagni e allenatori. Con qualcuno mi sono trovato bene, con altri meno, ma me ne vado da Sora comunque con delle amicizie in più”.

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Indexa Sora

L’Argos Volley salutata la stagione agonistica

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L’Argos Volley ha salutato la stagione agonistica, come di consueto, nella splendida location dell’agriturismo “Oasi dei Sapori”, a Posta Fibreno. Lo ha fatto riunendo a cena, in un clima disteso, sereno e anche festoso, tutti gli attori principali di questo suo secondo anno di SuperLega: atleti e staff al completo della Biosì Indexa Sora, dirigenza, proprietà, media partner e gli sponsor, senza i quali questo sogno bellissimo non sarebbe possibile. Ognuno, nel corso della serata, ha rivolto un pensiero a questi mesi volati via, tra difficoltà, soddisfazioni, sudore, sorrisi e progetti futuri. I primi, come è giusto che sia, a ringraziare quanti hanno contribuito a portare avanti l’ambizioso cammino del club bianconero, e a parlare di ciò che è stato e di quel che si profila all’orizzonte, sono i patron Gino e Ivan Giannetti.

“Soddisfatto, per un uomo di sport, è una parola brutta – esordisce Gino Giannetti rispondendo alla richiesta di un bilancio della stagione da poco conclusa. Siamo comunque contenti del percorso che abbiamo fatto. Sicuramente abbiamo fatto ciò che volevamo. Avevamo studiato una tipologia di squadra, e quella è stata. Avevamo puntato su un alto indice di giovani, con un buon mix di senior. Sapevamo di poter andare in difficoltà, ma il gioco e le regole di questa SuperLega ci imponevano un percorso sul medio-lungo termine per cui, il nostro campionato, non aveva come solo obiettivo un piazzamento nei Play-Off Challenge, ma anche una crescita professionale dello staff, un aumento del nostro tifo, un incremento di presenza sociale sul nostro territorio ma anche una maturazione stessa degli atleti, italiani e stranieri, cui abbiamo dato una vetrina importante, quella della SuperLega. Tantissime persone che, quotidianamente, sono all’interno del nostro circuito, sono dei visionari, degli appassionati, persone che, a volte sì ed a volte no, ricevono rimborso per quanto speso, ma lo fanno con felicità e noi siamo consapevoli del fatto che sia l’unico modo per rendere questo sport sostenibile in un territorio con grandi soddisfazioni tecniche, sportive e sociali. Penso che, alla fine, il giusto compenso di questo tragitto sia proprio questo: essere all’interno di alcuni palcoscenici da “prime donne”, sapendo che la nostra collocazione sia quella. Missione compiuta, quindi, avendo bene in mente che si può e si deve migliorare”.

A queste parole si accoda Ivan Giannetti:

“Abbiamo provato, anche quest’anno, a dare il meglio che potevamo, combattendo, come avete visto, per il nostro ritorno a Sora. Frosinone resta comunque una piazza interessante, dove potrebbero essere anche sviluppati maggiormente alcuni processi, però a me piace pensare che quello che abbiamo costruito negli anni a Sora, è un qualcosa di eccezionale, creato anche sull’onda delle promozioni conquistate negli anni. Non dimentichiamo che siamo una delle poche società che può dire di aver vinto tutti i campionati. Ci sono società in SuperLega che non possono dirlo, seppure blasonate, quindi questo deve farci capire che abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. Dire che noi ci siamo, nel campionato più bello e difficile al mondo, è bello! Noi, in tutti gli anni di A2, abbiamo voluto fare squadre che avrebbero potuto vincere, e ci siamo riusciti. Siamo arrivati in SuperLega. Il primo anno era una novità, ed avevamo una scusante, per il secondo anno abbiamo fatto un progetto ben definito dove la società ha puntato su una squadra giovane con delle figure che potevano dare supporto, formando quindi un collettivo che potesse far bene. Non dimentichiamo che è stato un anno dove non si retrocedeva, per cui abbiamo pensato di pianificare il nostro futuro. E’ vero, si poteva fare qualcosa in più, ma penso che il prossimo anno faremo un buon campionato. Insomma, non ci accontentiamo. Bisogna sempre aspirare a fare meglio”.

Cristina Lucarelli – Biosì Indexa Sora

Buon viaggio nel mondo della pallavolo Matteo “The Wall” Sperandio

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Matteo Sperandio non vestirà più la maglia della BioSì Indexa Sora: da pochi giorni, anche se i suoi colori continueranno a essere bianconeri, il vessillo che difenderà e per il quale si batterà sarà quello della Pallavolo Padova.

Di solito i comunicati con i quali una società sportiva saluta e ringrazia un suo uomo per il lavoro e l’impegno profuso, si aprono con “si dividono le strade tra” ma il cammino che Matteo “The Wall” ha fatto assieme all’Argos Volley dal 2014 a oggi, ha scritto un pezzo di storia importante del quale Matteo ne è stato vero e indiscusso protagonista nonché artefice. A ricordarcelo e a sottolineare che quei momenti sono e saranno sempre ben custoditi dentro di lui, proprio il centralone nel post di saluti che ha lasciato su Facebook:

“Trovare le parole in questi momenti è sempre difficile, soprattutto per una persona riservata come me che difficilmente si apre per esternare i propri stati d’animo. Dopo 3 anni le nostre strade si dividono, per me ora inizia una nuova avventura che finalmente dopo tanto tempo mi riporta a casa. E per chi come me vive lontano da casa da tanti anni sa cosa può significare.
Lascio nella vostra piccola cittadina tanti tifosi e amici. Tutte persone innamorate dello sport e soprattutto dei colori della propria città. VOI tutti che ogni domenica, anzi ogni giorno, con la vostra voce le vostre idee e i vostri colori fate da motore per tutto il movimento pallavolistico sorano e non. Sentirvi incitare la squadra tutte le domeniche, in tutti i momenti, sia quelli buoni che quelli meno buoni… Beh, quello lo porterò sempre dentro di me. Di ricordi me ne porto dietro tantissimi e sono contento di averli condivisi con tutti voi. La nostra è stata una avventura fatta di prime volte. La prima finale di Coppa Italia al Forum persa per un pelo… La prima storica promozione in Superlega e il primo anno nella massima serie. Queste cose ci legheranno per tutta la nostra vita e sono fiero di essere stato parte di queste fantastiche imprese.
Ringrazio tutti, i tifosi, la società, i miei compagni di squadra, lo staff tecnico, lo staff medico (per avermi sopportato), tutte le persone invisibili che lavorano al palazzetto e che credetemi meriterebbero una citazione in ogni intervista. E sperando di non aver dimenticato nessuno, ringrazio alla fine la città di Sora e tutti voi Sorani per questi anni passati insieme.
Auguro alla società e a tutti voi le migliori cose. Sono sicuro che dopo questa prima stagione in Superlega, col passare degli anni saprete affermarvi a livello nazionale e chissà anche europeo.
Buona pallavolo a tutti!”
Matteo Sperandio – “The Wall”

Lo abbiamo visto murare, schiacciare, battere, sudare in palestra, incitare i compagni, sostenere la squadra, intrattenersi con i tifosi, vivere la città, “muovere la colita” e cimentarsi nell’Hip Hop accettando la #KChallenge lanciata proprio da Padova. E poi esultare, piangere, e divertirsi con i bambini delle scuole e delle parrocchie, lo abbiamo visto con la medaglia al collo e sollevare il “piatto” della vittoria. Lo abbiamo visto lasciare spazio ad altri compagni ed essere prontissimo a riprenderselo nel migliore dei modi, mettersi al servizio di squadra e allenatori e fare gruppo sia in campo che nello spogliatoio.
Questo e tanto altro è stato Matteo Sperandio per l’Argos Volley, buon viaggio nel mondo della pallavolo “The Wall”.

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa BioSì Indexa Sora