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#CuoreFedePassione, un impegno che l’Argos vuole continuare a onorare

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#CuoreFedePassione è il protocollo d’intesa sul quale nel 2016 il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo, come rappresentante di un’intera comunità religiosa e spirituale, assieme a patron dell’Argos Volley, Gino Giannetti, ha posto la firma a favore dell’intero territorio.
La società sportiva e la Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo decisero di camminare a braccetto mettendo fede e sport al servizio dei più giovani affinché potessero conoscere e fare propri i valori comuni a entrambi, crescere nel miglior modo possibile diventando gli adulti consapevoli del domani, cittadini coscienziosi, padri di famiglia, lavoratori.
Quel protocollo ha sancito qualcosa di indissolubile che giorno dopo giorno l’Argos e la Diocesi continuano a mostrare camminando l’uno al fianco dell’altro verso obiettivi comuni.
La solidarietà dimostrata negli ultimi giorni dall’ambiente ecclesiastico attraverso il comunicato a firma di Don Domenico Simeone, ne è testimone, ma soprattutto è energia vitale per tutta la società Argos Volley che sentitamente ringrazia e ne fa tesoro.

“Un gesto importantissimo che ci lusinga – commenta Patron Gino Giannetti -, parole piene di grandissimo significato, e non di chi ti tende la mano ma di chi ti cammina a fianco. Di chi ha compreso e ha vissuto attivamente e fattivamente la grandezza dei valori sociali che potevano essere, e assieme abbiamo raggiunto. Di chi immediatamente ha avuto completa percezione delle conseguenze scaturite dalla nostra non facile ma necessaria decisione.
Onorato di aver potuto condividere il percorso fin qui intrapreso assieme a Mons. Antonazzo e a tutta la nostra chiesa locale, e confidando nella certezza che continuerà a essere in divenire, rinnovo il mio impegno e quello di tutta l’Argos Volley verso il nostro territorio, affinché i valori in cui crediamo non vengano meno”.

Proprio questa vicinanza da parte del Vescovo Antonazzo e di tutta la Diocesi, fa capire a pieno che #CuoreFedePassione non è solo un progetto comune portato avanti con dedizione e devozione, ma è tutto quello in cui crede chiunque ne è parte integrante.
#CuoreFedePassione sono e saranno i principi ai quali il club continuerà a ispirarsi per i progetti futuri, con l’attività che porrà le sue basi sugli auspici di Don Domenico Simeone e che dunque sarà ancora e sempre volta a essere qualificante dal punto di vista educativo e sportivo e a trasmettere a bambini e ragazzi la voglia di essere protagonisti nello sport e nella vita.

Durante la finale del torneo “Oasi dei Sapori Volley Cup” del 2018, Mons. Antonazzo spiegò ai ragazzi e alle famiglie presenti che

“La Fede, il Cuore e la Passione, prendono tutta la vita di ogni persona, in particolare dei giovani. Forse la passione e il cuore un po’ di più, ma la sfida è proprio questa, riuscire a far avvicinare allo stesso livello anche la fede. Ed è per questo motivo che la Chiesa si interessa delle persone attraverso lo sport, perchè lo sport è un ambiente educativo che forma la persona”.

Ed è sicuramente per questo, per la reale possibilità di perdere un importantissimo ambiente di aggregazione formativo con conseguente “impoverimento per l’intero nostro territorio” che, come ci racconta Orlando Polsinelli – Responsabile Argos Volley per i progetti con la Diocesi –

“Mons. Antonazzo subito dopo l’uscita del comunicato stampa con il quale la società Argos Volley annunciava la decisione non facile di non iscriversi al campionato di SuperLega, mi ha contattato per conoscere a pieno la situazione. Ne è rimasto molto colpito e dispiaciuto, e ha voluto dimostrarci pubblicamente la sua vicinanza con il comunicato apparso sul sito internet ufficiale della diocesi e rimbalzato velocemente su tanti media locali e non solo, che molto bene ha fatto all’animo e allo spirito dell’intera società.
In questi anni di collaborazione, tanti sono stati i risultati e bei momenti condivisi, l’ultimo proprio pochi giorni prima del lockdown davanti le telecamere di Tv2000, a Sora proprio per parlare del nostro progetto inserito nell’ambito della CEI Sport4Joy che sintetizza così:
“Spesso pensiamo che la gioia sportiva sia collegata solo alla vittoria nella competizione. In questo modo aumentiamo a dismisura l’agonismo dello sport che in realtà è solo funzionale: la vera sfida è con se stessi e la vera gioia è nel vivere questa sfida, accettando il proprio limite, vivendo le relazioni, godendo del divertimento sano.”
Poche righe che racchiudono una grande verità e realtà, alle quali posso solo aggiungere con certezza che questa gioia è viva e pulsante nei cuori di tutto lo staff dell’Argos Volley e che, animati da questa, continueremo a portare avanti il progetto assieme alla nostra chiesa locale”.

Un impegno che l’Argos Volley vuole continuare e ancora più energicamente a onorare con #CuoreFedePassione.

Carla De Caris – Responsabile Ufficio Stampa Argos Volley Sora

Vescovo Antonazzo: “L’accordo tra Diocesi e Argos Volley, una bella scelta strategica dal punto di vista educativo”

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#CuoreFedePassione, la grande festa targata Argos Volley dedicata alla chiusura di tutte le attività sociali e scolastiche della stagione 2016/2017 e organizzata all’insegna dei bambini, la scorsa domenica 21 maggio ha vissuto tanti eventi nell’evento che si sono avvicendati al PalaGlobo “Luca Polsinelli”. Tra questi, accanto alle Finali del torneo interscolastico “Oasi dei Sapori Volley Cup” e alla Tappa di MiniVolley Provinciale, la prima edizione del Torneo delle Diocesi. Tanti i bambini del comprensorio che hanno calcato i campetti allestiti all’esterno del palazzo bianconero, accompagnati dalle loro famiglie, dai catechisti e dai parroci. La loro gioia era immensa, e il loro sorriso nel giocare a pallavolo su campi veri con i giocatori della serie A come guida e supporto, e nel tornare a casa con una medaglia al collo, ha illuminato l’intera giornata. Entusiasti anche i genitori che, all’interno dell’organizzazione perfetta della macchina Argos Volley, non hanno dovuto fare altro che godersi il bello dei loro piccoli. A suggellare quanto di meraviglioso questa manifestazione ha offerto, e anche a coronamento del progetto tra società e Diocesi partito qualche mese fa, la presenza del Vescovo Gerardo Antonazzo.
“Questa giornata che celebra la conclusione di una stagione sportiva, per noi implica la conferma dell’accordo che abbiamo voluto stipulare insieme, e di tutto il suo valore. E’ una giornata che viene a sigillare la verità di questo accordo, e che ci fa dire che non ci eravamo sbagliati.
Abbiamo fatto una scelta strategica dal punto di vista educativo soprattutto nel credere a questo profondo legame tra il mondo dello sport e quello dell’esperienza della fede e nello specifico delle parrocchie. Due mondi che potrebbero sembrare un po’ estranei, invece tutto ciò che lo sport deve proporre necessita dell’abbraccio della fede, mentre la fede, per proporre grandi contenuti dell’esperienza religiosa, ha bisogno anche dello sport. Se noi pensiamo che per una certa letteratura cristiana, e mi riferisco soprattutto alle lettere di San Paolo, per parlare delle esperienze della fede usa delle categorie di natura sportiva quali la corsa, la lotta, la tenacia, la perseveranza, ciò significa che anche San Paolo per annunciare la fede ha usato categorie, e anche che l’uno fa passare l’altro, si abbracciano e si affratellano in modo dinamico e reciproco. Sono due mondi che non sono assolutamente estranei l’uno all’altro, il cui incontro non è una forma di migrazione forzata ma proprio un riconoscimento reciproco di ciò che è connaturale”.
L’Argos Volley ha voluto chiamare questa giornata #CuoreFedePassione, e il vescovo delle diocesi di Sora-Cassino-Aquino e Pontecorvo spiega quanto cuore, fede e passione ha visto metterci da parte del club di Patron Giannetti nel dare vita e portare avanti il progetto comune.
“Bisognava esserci per vedere la verità di questa trilogia Cuore, Fede, Passione, lo abbiamo constatato tutti, io in primis nelle volte in cui mi è stato possibile.
Ho visto molto cuore, e il cuore alimenta sia la Fede che la Passione che si incontrano dentro questo organismo vitale. Metterci il cuore lo diciamo sia per la Fede che per la Passione sportiva perché la vera motivazione del nostro agire implica sempre un successo, al di là del risultato. E’ sempre il cuore ad assicurare il successo in ogni esperienza della Fede. Quindi dove c’è la fede o la passione sportiva e si partecipa con il cuore, comunque quell’esperienza segna un successo perché segna qualcosa di valido e di positivo in cui qualcuno si è cimentato e si è messo alla prova, facendo quello che ha potuto con un risultato che può essere o meno di successo, ma ciò non implica che non sia un’esperienza di successo per la persona che la vive. Anche nella fede ci sono gli insuccessi, lì dove c’è una ricerca che non sempre risolve dubbi, non sempre diventa esperienza vissuta e sentita e si resta un po’ nel limbo delle cose non acquisite, può sembrare un insuccesso, ma dove c’è una ricerca che sia di natura sportiva o di fede, dove c’è un percorso, dove c’è un cammino e una fede, la persona cresce. Per la persona rappresenta quindi sempre una qualità di vita che si migliora, che si accresce”.
Che emozioni e sensazioni ha provato arrivando al PalaGlobo nel vederlo inondato e colorato da tantissimi dei suoi piccoli fedeli e dei loro genitori?
“Quando lo sport diventa quell’agonismo che chiude ai vertici alcune esperienze e lo isola, serve a ben poco. Quando invece lo sport sposa il territorio e tutti quelli che sono i valori di chi lo esercita a certi livelli e vengono poi trasmessi, testimoniati e condivisi con una realtà più diffusa sul territorio e lo coinvolge, asseconda la sua natura evocativa. Un agonismo senza anima, spento, che non tocca e non coinvolge quanti nella stessa esperienza sportiva potrebbero essere davvero coinvolti e chiamati in causa come piccoli protagonisti, non è intelligente e tanto meno educativo”.
Don Gerardo più volte durante la stagione si è seduto in tribuna per assistere alle gare di SuperLega della BioSì Indexa Sora, un altro tipo di spettacolo rispetto a quello di domenica ma che fa bene ai suoi fedeli allo stesso modo.
“Sono stati momenti in cui abbiamo esultato e sofferto, abbiamo atteso l’ultimo punto che avrebbe deciso il risultato, ma alla fine è un’esperienza umana molto bella perché la persona partecipa con tutto quello che ha, con il cuore, con il corpo, con gli affetti, i sentimenti, con l’esultanza, le paure, le ansie, la frustrazione. Tutta la persona viene coinvolta e chiamata in causa. Il coinvolgimento delle gare è molto pressante e bello: oltre alle squadre che si sono sfidate c’è tutto un insieme di tifosi che hanno rappresentato un vero e proprio spettacolo di passione, partecipazione e coinvolgimento profondo per i quali, chi era presente, in un palazzetto pieno, ha potuto dimostrare il grande affetto sportivo che avvicina le persone. Nel momento in cui uno è presente e partecipa, è impossibile che non si senta coinvolto. Può essere anche la persona più estranea, capitata per caso a vedere la partita, ma è impossibile non sentirsi partecipi di questo tifo dii passione e di cuore che coinvolge”.
Monsignor Antonazzo ci tiene particolarmente anche a evidenziare il buon lavoro e l’impegno di quanti hanno reso possibile la parte operativa del progetto e la bellissima giornata #CuoreFedePassione.
“A volte, quando troviamo un progetto ben definito e preparato ci sembra tutto semplice, ma dietro le quinte c’è sempre grande lavoro. La gratitudine è per tutti coloro che credono in questo valore, si adoperano per renderlo possibile e sono convinti di doverlo promuovere il più possibile perché portano con se valori veramente straordinari. La gratitudine è quini dovuta perché poi i risultati sono il frutto di questo grande sacrificio condiviso con tante persone partecipi di questo progetto. Il mio auspicio è quello di saper gioire anche quando i risultati non tornano secondo le attese. In fondo, quando si gioca, bisogna saper vincere e perdere. Ma io dico che nello sport, se vissuto secondo i valori che lo rappresentano, non si perde mai. Il mio augurio è che in ogni esperienza sportiva, in ogni manifestazione, le persone capiscano che, anche quando non si vince, il coinvolgimento non è mai una sconfitta.
La proposta educativa dell’Arogs Volley merita tutta la mia stima in quanto è qualcosa di prezioso. Aver avvalorato insieme sia il lavoro della diocesi che quello della società sportiva, è un valore aggiunto che riqualifica l’uno e l’altro. Di questo siamo profondamente contenti e convinti, pur consapevoli che siamo ancora agli inizi e quindi il futuro è lontano e dobbiamo ancora crescere e migliorare la nostra esperienza. Però, il fatto di aver già messo su strada questo accordo ci lascia contenti perché non ci siamo sbagliati e crediamo fortemente in questo, con la speranza che tutte le motivazioni non siano solo confermate ma anche potenziate cercando di coinvolgere il territorio della diocesi che è molto ampio. Ringrazio anche Don Mimmo, Responsabile dell’Ufficio Sport Pastorale e del Tempo Libero che, con i suoi collaboratori, sta cercando di condividere questo messaggio per poter passare dalle carte firmate alla vita vissuta e quindi contaminare le parrocchie con questa idea. Non è semplice perché non si è mai fatto, è una proposta importante che viene calata nelle realtà delle parrocchie dove questo tipo di esperienza risulta inedita. Mediare quindi aiuta a passare da un accordo scritto a un accordo reale”.

Carla De Caris – Resposabile Ufficio Stampa Argos Volley

Questione palazzetto, Mons. Antonazzo: ”Qualunque esigenza di natura tecnica non deve obbligare a delocalizzare le attività dell’Arogs Volley”

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Calato il sipario su una stagione entusiasmante, l’Argos Volley comincia a sollevare il telo per la nuova e a prepararsi per i palcoscenici che si è duramente guadagnata sul campo. Sudore e lavoro sono oramai messi a referto dai verdetti sanciti sul terreno di gioco, la SuperLega è stata meritata per impegno e professionalità, ma c’è un tarlo che rosicchia, nemmeno troppo di nascosto, la gioia e l’orgoglio di aver portato un territorio alla ribalta ed è una questione logistica, che purtroppo prescinde da talenti e virtù.

Spunta nuovamente la “questione palazzetto”: dopo una proroga concessa per la promozione nella massima divisione italiana, Sora potrebbe rischiare di perdere il suo fiore all’occhiello, la serie A e la Biosì Indexa. Difatti, l’imminente campionato richiede tra i requisiti di partecipazione l’omologazione di una struttura da tremila posti, qualità che il PalaGlobo “Luca Polsinelli” non detiene. Dopo aver faticosamente ottemperato agli adeguamenti richiesti per lo scorso anno (duemila posti), il problema torna a farsi sentire, con tutti gli annessi e connessi che ne derivano. A fare un lucido e chiaro punto della situazione lo stesso patron, Gino Giannetti, che dice:

”All’interno dell’indizione al campionato, tra i tanti altri parametri bisogna anche palesare quello di capienza del palasport, quindi bisogna aspettare per vedere cosa si scriverà. Noi avevamo semplicemente chiesto la rivisitazione di queste regole, credendo anche che poi le regole vadano rispettate tutte. Ad oggi, quindi, fino al campionato finito, la regola diceva duemila spettatori, normativa che Sora ha rispettato appieno. Domani, se intendono fare un’indizione a tremila posti, il PalaGlobo non sarebbe più in regola come almeno altre quattro strutture; difatti, con l’avvento in SuperLega di Castellana Grotte, le società che non hanno questo requisito al momento dovrebbero essere cinque. Noi abbiamo chiesto un’audizione in consiglio d’amministrazione di Lega per poter portare ai nostri colleghi, con molta onestà e semplicità, questo problema. La Lega ci ha ricevuto e si è innescato un meccanismo di confronto. Allo stesso contempo abbiamo chiesto alla Federazione, associazione suprema a cui poi spetterà l’onere di ratificare l’indizione ai campionati, di ascoltarci perché sarebbe opportuno sentire le società coinvolte; le abbiamo preannunciato che se dovesse ratificare quel tipo di capienza potrebbero esserci dei danni. Noi abbiamo vinto tutto sui nostri campi, quindi pensare di fare selezione contando i seggiolini in un ambiente sportivo non mi sembra il massimo e, se proprio dobbiamo farlo, cerchiamo di seguire delle regole ben più importanti, ed è questo il motivo per cui Sora, insieme con le altre tre società in difficoltà, Castellana Grotte esclusa in quanto ancora non aveva conquistato l’accesso alla massima serie, ha chiesto l’intera documentazione dell’attività Lega degli ultimi 10 anni. Siccome, giustamente, ci viene chiesto il rispetto di alcune regole, crediamo che per coerenza bisogna verificare la legittimità di tutte le situazioni che riguardano gli attori in causa, in un regime di piena trasparenza”.

A difesa dell’attuale situazione bianconere è intervenuto anche il Vescovo della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Mons. Gerardo Antonazzo:

”Qualunque esigenza di natura tecnica non deve obbligare a delocalizzare le attività sportive dell’Arogs Volley, sia per la serietà della società sia per questo ulteriore valore dell’accordo con la Diocesi con cui sposa tutto questo nostro territorio. Spostare altrove questa realtà penalizzerebbe il territorio. Il mio auspicio è che si trovi una soluzione comune in loco, nel rispetto dei valori che non sono prettamente tecnici ma che devono guardare a 360 gradi a tutto ciò che lo sport, per finalità proprie e non aggiunte da agenti estranei a quelle che lo sport deve rappresentare. Tra tutte le discipline, la pallavolo è quella che meglio sposa i valori umani a fondamento della fede. Per noi sarebbe una privazione grande, un’iniquità. Il Vangelo non si trasmette solo con un’omelia ma anche attraverso l’insistenza su delle regole di gioco che si rifanno a valori importanti come l’educazione della persona. Se andiamo a rompere anche questa intesa educativa, per noi sarebbe una perdita anche sotto l’aspetto della dinamica reciprocità”.

Cristina Lucarelli – Biosì Indexa Sora