Dalla Russia arriva lo schiacciatore Denis Kalinin

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È Denis Kalinin l’altro schiacciatore della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora.

L’atleta russo classe ’84, arriva dal club sovietico dell’Ural Ufa e nei suoi quindici anni di professionismo ha sempre disputato il campionato di SuperLega Russa.

Il vertice dell’Argos Volley assieme a coach Bagnoli ha cercato a livello internazionale un giocatore completo e molto motivato a confrontarsi nel Campionato Italiano, e infatti Kalinin ha scelto l’Italia per la metodologia di allenamento e Sora per svilupparla al meglio.

“Dopo aver parlato con la Società per impostare la nuova squadra di SuperLega partendo dal presupposto di confermare i migliori giocatori della passata stagione, nella fattispecie Mattia Rosso come posto 4 con propensione offensiva – spiega coach Bagnoli -, abbiamo cercato a livello internazionale un giocatore completo che potesse da un lato supportare bene la ricezione insieme a Santucci e dall’altro fosse comunque in grado di ben figurare negli altri fondamentali. Questo è il ruolo certamente più difficile da ricoprire e pertanto non appena siamo stati in grado di andare alla firma lo abbiamo fatto perché le alternative di livello erano veramente poche e non ci convincevano più di tanto”.

Comincia così a rinforzarsi e a prendere sempre più forma e sostanza la squadra volsca, con il Patron Giannetti, il GM Lami e il coach Bruno Bagnoli a lavorare alacremente per ben figurare nella Serie. Ed è proprio la guida tecnica Sorana a spiegare chi è Denis Kalinin, perché è stato scelto, e che tipo di valore può portare alla nuova Globo.

“Denis è un atleta che ho incontrato per la prima volta a livello internazionale nel 2007 in Final Four di Top Teams Cup, con una decina di campionati di alto livello alle spalle e qualche convocazione nella rosa allargata della Nazionale Russa allenata da mio fratello Daniele. È stato allenato anche da Tomaso Totolo, attuale vice-allenatore della Dinamo Kazan e della Nazionale Russa, che è stato mio grande collaboratore a Verona dal 2003 al 2006, e questo certamente ha inciso.
La scelta è caduta su di lui proprio perché si tratta di un giocatore molto completo e, venuta meno per Kalinin la possibilità di andare alla Dinamo Kazan come cambio di Leon o Anderson, si è dimostrato molto motivato a confrontarsi nel Campionato Italiano. Oltre a ciò, le affidabili referenze che abbiamo avuto su di lui erano lusinghiere e pertanto, nella logica di sviluppare un gioco veloce come nella passata stagione ma a un livello più alto, lo abbiamo messo sotto contratto nella convinzione di aver costituito così una buona diagonale.
Mi aspetto che dia sicurezza alla linea di ricezione, che partecipi allo sviluppo di un gioco offensivo rapido con pipe e quick in banda e che al tempo stesso giochi con saggezza la palla alta, che, sfruttando le sue capacità di lettura del gioco, contribuisca allo sviluppo di un muro solido che sappia esaltare le capacità di un giocatore come Sperandio e che, con la sua varietà di colpi in battuta, possa essere una spina nel fianco per la ricezione avversaria”.

“Difficilmente – continua la guida tecnica -, nei primi anni di SuperLega si potranno portare a Sora giocatori che facciano la differenza a livello individuale ed è proprio per questo che Denis all’interno di un gioco di squadra evoluto potrà fare quello che fece Romolo Mariano ad un livello più alto. Se riusciremo ad aggiungere altri due giocatori completi che conoscano già questo livello di gioco sono sicuro che ci potremo divertire a patto però che l’equilibrio di squadra venga raggiunto attraverso una credibilità offensiva su tutti e nove i metri della rete”.

Kalinin ha esordito nella pallavolo che conta nel 2001 nell’MGTU di Mosca e, passando dal Lunch Moscow (2004-2006) all’Iskra Odintsovo (2006/2007 – 2010/2011 e 2012/2013), dalla Dynamo Moscow (2011/2012) fino alla Dynamo Kaliningrad (2013-2015), ha sempre giocato in club importanti della sua nazione.
Sarà un esordio dunque per Denis quello nella SuperLega Italiana con la maglia della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, ma quali potranno essere le difficoltà che potrebbe incontrare e quali invece i vantaggi che potrebbe avere nel disputare per la prima volta un campionato di vertice diverso da quello Russo?

“Denis si sposterà con la sua stupenda famiglia – spiega ancora Bagnoli -, e penso che a Sora potrà trovarsi benissimo come clima, alimentazione e relazioni sociali, così come potrà apprezzare la nostra metodologia di allenamento, ulteriore importante motivo per il quale ha scelto l’Italia. Le difficoltà potranno insorgere un po’ all’inizio per la lingua, ma noi tutti aiuteremo lui e la sua famiglia da subito con grande dedizione, e in seguito per il livello tecnico del campionato che il prossimo anno sarà mediamente più alto di quello russo; poi è chiaro che sarà determinante vedere come completeremo la squadra”.

Quali sono le differenze tra il campionato di vertice Russo e quello Italiano?

“Nel campionato russo ci sono maggiori differenze fra le prime e le ultime della classe, la parte tattica è meno sviluppata e le giocate estrose che escono dagli schemi sono meno valorizzate che da noi e rappresentano talvolta un problema”.

Kalinin è un atleta di scuola Russa, quali sono le particolarità atletico-tecniche di questo movimento?

“Gli atleti della scuola russa parlano poco e pensano a giocare. Sono abituati ad una fisicità importante e quindi si adattano rapidamente a battute molto veloci e a gestire palle alte contro muro a tre”.

La Globo resta a Sora

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La Globo Banca Popolare del Frusinate Sora ha presentato regolare domanda di iscrizione al prossimo Campionato di SuperLega e come campo da gara ha richiesto l’omologazione del PalaGlobo “Luca Polsinelli”.
Grazie alla neo nata Amministrazione del Comune di Sora infatti, che ha posto la firma sul protocollo contenente i requisiti richiesti dalla Lega Pallavolo Serie A in merito ai campi da gioco della Superlega, l’Argos Volley è riuscita nei termini stabiliti a consegnare opportuna documentazione ora al vaglio della Commissione Ammissione Campionati.
Con tale firma appunto, il Comune di Sora si è impegnato alla messa in opera degli adeguamenti necessari alla struttura di via Ruscitto affinché possa essere omologata per il Campionato Nazionale più importante, quello di SuperLega.

Il Patron Gino Giannetti si dichiara felicissimo e ringrazia pubblicamente l’Amministrazione Comunale nella persona del Sindaco Roberto De Donatis e tutto il suo entourage, per aver lavorato tanto tempestivamente da poter permettere a Sora e ai sorani di continuare a vivere il sogno conquistato un mese e mezzo fa e dunque poter disputare il primo campionato in Serie A nella città bianco-nera.

“La firma non è una promessa – dice Gino Giannetti -, ma è la certezza che continueremo a giocare a Sora. In questo momento così importante per tutta la famiglia Argos Volley, ci tengo a ringraziare l’Amministrazione del Comune di Frosinone che si è resa fin da subito disponibilissima a ospitarci, qualora ce ne fosse stato bisogno, nel palasport che aveva dato i natali alla nostra ormai ex Serie A2 quando ancora il Palazzetto a Sora non c’era. Ma ora abbiamo una bella struttura e presto anche tutti gli adeguamenti del caso”.

“Per adeguare il palazzetto “Luca Polsinelli” alle prescrizioni chieste dalla Lega Volley – rende noto il Sindaco De Donatis -, si necessita di una spesa di duecentomila euro per reperire i quali il Comune sta valutando due soluzioni: una tramite un finanziamento e l’altra attraverso un l’accensione di un mutuo presso un istituto di credito. Per quanto riguarda l’atto specifico per consentire l’iscrizione della squadra, è stato firmato”.
E’ scaduto alle ore 12,00 di oggi il termine ultimo per la presentazione alla Commissione Ammissione Campionati della opportuna documentazione per la partecipazione alla Serie A UnipolSai targata 2016/2017, sia per la SuperLega che per la Serie A2.

I Club aventi diritto hanno effettuato la loro iscrizione e ora dovranno attendere circa dieci giorni per conoscerne l’esito. La Commissione Ammissione Campionati terminerà il proprio studio documentale sabato 9 luglio e in questa stessa data invierà per ratifica alla Federazione, l’elenco dei Club partecipanti ai prossimi Campionati di Serie A.

Il Genaral Manager Adi Lami si è recato personalmente a Bologna presso gli uffici della Lega Pallavolo per consegnare brevi manu il plico contenente la decisione di partecipare per l’ottavo anno consecutivo alla Serie A UnipolSai e per la prima volta alla SuperLega.

Al vertice societario dell’Argos Volley dunque non resta altro che rimboccarsi le maniche e mettersi a lavoro per far si che la SuperLega diventi un’opportunità per tutti. Ora infatti che il passo importante è stato fatto dall’Amministrazione Comunale, la palla passa al territorio, unica, vera importantissima risorsa per dar vita al progetto che può valorizzarlo.
La SuperLega offre all’interland una vera e propria chance sociale e commerciale ed è intenzione dell’Argos Volley coinvolgere tutte le attività della piccola, media e grande impresa locale che sicuramente vorranno far parte di questo ambizioso progetto di rilancio economico.

Il Si di Gigi alla sua Chiara e alla Globo

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Emozionante confettata in casa Globo Banca Popolare del Frusinate Sora per il “Si” di Luigi Duro e la sua Chiara.

Sabato pomeriggio ai piedi dell’altare della chiesa di San Lorenzo Martire a Isola del Liri, il massaggiatore e la sua dolcissima metà hanno coronato il loro sogno d’amore, un sentimento che coltivano oramai da quasi un quindicennio e che ora si rinnova e si apre a un nuovo corso di vita.

La società Argos Volley non può che condividere questo momento di gioia di uno dei suo migliori, più importanti e più fedeli uomini. Luigi infatti fa parte dello staff medico del club da nove anni, periodo durante il quale ha sempre dimostrato il suo valore e la sua efficienza. Competenza e professionalità sono cresciuti giorno dopo giorno e sono sempre stati messi a disposizione della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora.

Negli anni l’infermeria sorana si è trovata a fronteggiare tantissime situazioni anche gravi, e non ce n’è stata neanche una alla quale il dottor Duro non abbia dato il suo prezioso contributo. È sempre tutto passato attraverso le sue mani, delle quali atleti e medici si sono sempre fidati ciecamente.
Spalla fissa dell’ortopedico, del dottore e del fisioterapista, nonché raccordo e punto fermo tra lo staff medico e la squadra, questo è il massaggiatore Luigi Duro. Presenza fissa sulla panchina sorana oramai da quasi un decennio ma soprattutto ogni giorno al palazzetto senza saltare mai un allenamento.

Luigi, per tutti Gigi, è da tempo oramai che nel suo lavoro è capace di camminare da solo. Non c’è mai bisogno che nessuno gli dica cosa fare, quando o perché, Gigi è una sicurezza per lo staff medico e per gli atleti con i quali da subito riesce a stringere un rapporto di fiducia reciproca tale che ogni giocatore si rimette completamente nelle sue mani senza indugio alcuno. Lavora tantissimo soprattutto in trasferta dove non manca mai, carica sul pullman tutto quello di cui ha bisogno per “curare” gli atleti e il sabato sera nella sua stanza d’hotel manipola i ragazzi anche fino a tarda notte per poi ricominciare con le terapie l’indomani mattina di buon ora.

Tra le sue doti spicca senza ombra di dubbio la disponibilità: soddisfa sempre tutti con la calma e la tranquillità che lo contraddistinguono trovando soluzione a ogni richiesta, un modo di operare o un trattamento adatto. È anche un buon collante tra squadra e staff ma soprattutto un ragazzo che con tanta umiltà svolge tantissimo lavoro fondamentale per una squadra.

Anche la promozione in SuperLega è passata per le sue mani e il risultato raggiunto è stato la giusta ricompensa per tutto il lavoro svolto in questo decennio di onorato servizio.

Nell’augurare a Gigi e Chiara che la gioia di questo momento li accompagni per tutta la vita, la società Argos Volley non ha dubbi, per la SuperLega vuole avvalersi ancora di questo preziosissimo uomo. A Gigi dunque, non resta altro che pronunciare un altro Si.

Sarà ancora… Rosso di Sora

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Sarà ancora Mattia Rosso il numero 9 della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Arriva la riconferma per lo schiacciatore cuneese che in breve tempo è passato da nemico più temibile a idolo indiscusso del PalaGlobo “Luca Polsinelli”.

E come non perdere la testa per un campione come lui, un ragazzo dalla faccia d’angelo, semplice, educato, sempre a modo, ma che in campo diventa Thor il Dio del tuono che con la sua arma, il martello di Thor, scaglia fulmini in ogni dove.

E proprio il suo ultimo lampo, quello che ha squarciato il PalaValentia di Vibo per il 28-30 della vittoria di gara 5, farà parte dei ricordi indelebili di tutti quelli che amano Sora e la pallavolo indistintamente. È proprio da lì che ripartiranno i Guerrieri Volsci, da quell’urlo di gioia infinita, per continuare a tifare il loro Mattia Rosso.

Anche, e ovviamente non solo per questo, il vertice societario dell’Argos Volley ha condotto una lunga e impegnativa trattativa con l’atleta, che alla fine si è conclusa nel miglior modo possibile per entrambe le parti, con la riconferma per la stagione sportiva 2016/2017, la prima nella massima Serie per la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora.
La società non nasconde la soddisfazione per l’operazione conclusa e sente che con questa pedina nel suo scacchiere, posizionata accanto alle altre preziose riconferme già ufficializzate, quelle di Sperandio e Santucci, la SuperLega ha già un sapore diverso.

Lo scorso anno l’arrivo di Rosso è stata la notizia bomba del mercato sorano, ora quella della riconferma lo è sicuramente di nuovo. La trattativa è stata lunga, ma alla fine…

“La trattativa si è dilungata, sia per l’inserimento di un’altra società, sia per dettagli contrattuali, ma alla fine il cuore comanda, e il mio ha detto Sora”! – sono queste le prime parole dello schiacciatore dopo la firma -. L’anno scorso non trovavo posto in SuperLega così decisi di scendere per l’ennesima volta in A2 e provare a riconquistarla sul campo. Scelsi Sora per portare avanti il mio progetto perchè aveva già un’ossatura di squadra forte e rodata, un ottimo staff, e poi la società mi fece una corte sfrenata fin dal primo giorno di volley mercato. Adesso, undici mesi dopo, il mio obiettivo che poi coincideva perfettamente con quello societario, si è concretizzato, e quindi la scelta di rimanere a Sora è il naturale proseguimento di un percorso iniziato insieme.
La superlega è la massima ambizione per qualsiasi giocatore professionista di pallavolo, e quindi anche il mio. Credo di poterci stare e perciò farò di tutto per giocare al meglio le mie carte. In più disputarla a Sora, dove era attesa e cercata da anni, ha un sapore molto particolare. Le persone in città sono molto fiere e orgogliose, così come la società, e noi giocatori dovremo essere dei validi rappresentanti sul campo di tutto questo entusiasmo che ci circonda. A livello di roster probabilmente saremo inferiori a più di qualche club che da sempre è al vertice di questo campionato, e sarà dura vincere tante partite come abbiamo fatto quest’anno, ma sono convito che le nostre soddisfazioni ce le leveremo”.

Delle conferme dei tuoi compagni cosa ne pensi?

“Sono contento per tutti i miei compagni rimasti, è un giusto premio per loro e per quello che hanno fatto durante la stagione. Per me sono innanzitutto degli amici con cui ho condiviso tante emozioni, dei grandi uomini di sport e bravi giocatori. Sarebbe stato bello proseguire tutti insieme perché il gruppo dello scorso anno aveva dei valori e delle alchimie al suo interno davvero eccezionali, ma purtroppo lo sport è così e le strade spesso si dividono per motivi vari”.

Hai già avuto modo di confrontarti con il tuo nuovo allenatore?

“Bagnoli lo conosco solo da avversario, ho avuto modo di scambiarci più di qualche parola al telefono e, oltre a essere molto affabile mi è parso veramente super motivato e la motivazione è il carburante giusto che dovremo avere tutti quanti durante l’arco della stagione. È un nome altisonante della pallavolo italiana, e quindi il suo ingaggio ha dato lustro alla nostra società facendo capire che c’è tanta voglia di fare bene”.

Mattia Rosso era il peggior incubo dei tifosi locali per via del passato da avversario terribile e indomabile, per questo quando sei arrivato a Sora la prima promessa che hai fatto loro è stata “alla luce delle numerose battaglie combattute da avversario, spero di fare altrettanto bene con la maglia di Sora per far si che questa squadra si tolga le soddisfazioni che merita”.
Dopo aver vinto il campionato, aver schiacciato per tutti loro l’ultima palla di gara 5 e dunque averli portati in SuperLega, sei cosciente del fatto che oramai sei il loro idolo?

“Sono davvero contento di essere un idolo per la tifoseria sorana, i complimenti e i “grazie” che mi hanno rivolto si sono sprecati e mi rendono molto felice. Alla fine il nostro scopo è anche quello di far divertire il pubblico e direi che ci siamo riusciti.
Aldilà dell’ultima palla di gara 5 che sarebbe potuta capitare ad altri, sono soprattutto contento per aver conquistato i tifosi insieme ai miei compagni con la nostra grande tenacia e la costanza di rendimento. Poi, vedere il PalaGlobo in gara 4 stracolmo, e una marea bianco-nera a Vibo, sono immagini indelebili”.

In questa stagione vissuta a Sora hai conosciuto qualche nuovo aspetto della pallavolo e del modo che la circonda? Dal punto di vista sportivo e sotto quello umano di cosa ti sei arricchito? Cosa ti porterai nel cuore?

“Mi porterò dentro il gruppo. Sembra scontato ma in un lavoro come il nostro per funzionare bene ci si nutre anche e soprattutto di rapporti umani, e quest’anno è stato il top. Quindi mi sono arricchito sicuramente di tante e belle conoscenze in più di persone eccezionali.
A Sora si vive bene, l’aria è pulita, le montagne sono vicine, si mangia bene e la vita costa poco. Il palazzetto piccolo ma accogliente, la società seria e puntuale nei pagamenti. Tutti ottimi ingredienti per poter vivere in serenità assoluta l’annata sportiva. A me piace andare a spasso in bicicletta, e spesso lo facevo. Oltre a delle bella passeggiate in montagna in mezzo alla natura”.

“Ci tengo a fare un grande saluto a tutti i tifosi sorani e a ringraziare pubblicamente la proprietà per la stima manifestata nei miei confronti. Il sentirsi amato, al giorno d’oggi, è un valore fondamentale per uno sportivo. E dico anche che quest’anno ci sarà bisogno di ancora più coesione e partecipazione, l’asticella delle difficoltà si alza di molto e ci sarà bisogno di grande maturità da parte di tutto l’ambiente per affrontare con grande carica e serenità questa nuova avventura chiamata SuperLega”.

“The Wall” blindato per il terzo anno consecutivo.

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Al centro della rete non poteva mancare lui, “The Wall”, a rassicurare la panchina e il pubblico volsco. La Globo Banca Popolare del Frusinate Sora infatti, blinda così per il terzo anno consecutivo Matteo Sperandio, atleta giovane, futuribile ma già di grande esperienza e spessore. A soli 24 anni il centrale di Treviso si è reso pedina indispensabile dello scacchiere di patron Giannetti confermando il suo valore tecnico attraverso la formalità numerica – miglior muratore di stagione con 83 block realizzati in 98 set giocati e terzo nella classifica di rendimento per ruolo con 243 punti totali messi a segno – e quello umano con la disponibilità e l’umiltà che lo contraddistinguono, facendone un esempio di professionismo.

Terzo anno con la maglia bianco-nera, quanto la società crede in te? e quanto tu credi nel suo progetto futuro?

“Personalmente ho creduto fin da subito nel progetto dell’Argos Volley, da quando due anni fa ho firmato per provare a vincere il campionato di Serie A2.
Dopo una prima stagione brillante cui però è mancato il coronamento finale, questo si è dimostrato l’anno giusto, quello della classica ciliegina sulla torta. Il sogno è stato sempre quello di poter giocare in SuperLega e dunque credo che il proseguimento del mio percorso proprio qui, dove c’è una società che ha creduto in me, sia la naturale e diretta conseguenza di ciò che un gruppo fantastico ha prodotto”.

Lo scorso anno durante l’intervista per la tua riconferma hai detto che “è arrivato il tempo di svestire i panni del giovane giocatore”; oggi ti senti di averlo fatto? che giocatore sei diventato?

“Si, ormai credo di aver smesso i panni del giovane atleta, un po’ per l’età e un po’ per l’esperienza maturata sul campo. Oggi sono un giocatore che sicuramente ha ancora bisogno di crescere sotto molti punti di vista, ma che almeno in A2 ha dimostrato il suo valore e si è imposto tra i migliori del ruolo. Certamente la SuperLega sarà una sfida tutta nuova e so che il confronto che mi aspetta sarà con atleti e con livelli per ora visti solamente da spettatore”.

La tua prima volta in SuperLega, che esordio sarà?

“Sono molto carico per questa grande opportunità e proverò a sfruttarla al massimo. Le curiosità sono molteplici e vanno dal potermi confrontare con alcuni tra i giocatori più forti del mondo, al ritrovare vecchi compagni e poter testare il loro cambiamento, passando attraverso palazzetti nuovi, parquet mai calcati, diverse e più numerose tifosi, insomma, scenari sa SuperLega”.

Saluti la Serie A2 come miglior muratore della stagione 2015/2016, ci fai un bilancio delle tue prestazioni in generale e in che misura hanno contribuito al raggiungimento della vittoria finale?

“Quest’anno per la prima volta sono riuscito a vincere la classifica dei muri ed è stata una grande soddisfazione personale. Credo che tra alti e bassi – spero più alti – in generale la mia sia stata una stagione molto positiva e le prestazioni sono state il risultato dell’ottimo lavoro che il gruppo ha svolto durante tutto l’anno sportivo. Sono cresciuto molto sotto l’aspetto mentale, soprattutto attraversando dei momenti di difficoltà in cui magari le cose mi venivano meno bene. Spero però di essermi riscattato a dovere nelle ultime tre gare di finale paly off dei momenti “no”, mettendo in campo tutto l’apporto di cui sono capace e che la squadra si aspettava da me”.

Hai qualche rimpianto? Mentre il ricordo più bello di questa stagione che ti porterai nel cuore qual’è?

“Ovviamente l’unico rimpianto della stagione è la finale di Coppa Italia, una partita il cui ricordo ancora mi tormenta di tanto in tanto. Avrei voluto fare meglio, ma anche la sconfitta fa parte della crescita in un giocatore.
Il ricordo più bello? Sicuramente i miei genitori in tribuna al PalaGlobo durante gara 4 di finale e ovviamente i primi momenti dopo l’ultimo punto di gara 5…un’esplosione di gioia nel cuore”.

Coach Bagnoli racconta che…

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Al termine della conferenza stampa di presentazione e del buffet biologico a chilometri zero offerto l’Azienda Agricola-Agriturismo “Oasi dei Sapori”, godendosi la tranquillità del paesaggio offerto dal Colle le Vicenne di Posta Fibreno, coach Bruno Bagnoli si è piacevolmente intrattenuto in una interessante conversazione conoscitiva.

“Negli ultimi due anni ho guardato tanta pallavolo, sia di serie A1 che A2, e dopo tanto tempo il turno Finale dei Play Off dell’A2 mi ha fatto davvero appassionare. Vedere la Globo giocare una pallavolo stupenda nei momenti importanti, nel vederla esprimere la sua massima forma nei momenti topici, mi ha convinto ad andare nei palazzetti, sia quello di Sora che di Vibo a vedere dal vivo lo spettacolo. Ecco perché la chiamata del General Manager Adi Lami è arrivata molto gradita. La mia strada con quella di Sora si è unita immediatamente già al primo incontro: in un paio d’ore abbiamo condiviso un progetto da svilupparsi in un paio di anni e in cinque minuti ci siamo accordati”.

La sua gavetta da allenatore l’ha portata per meritocrazia a diventare il professionista che è oggi. La sua esperienza e competenza cosa possono dare a Sora e come la possono far diventare?

“Se c’è un rapporto franco tra l’allenatore, lo staff tecnico e la società, la crescita non può essere altro che reciproca. Io cercherò di mettere a disposizione tutta la mia esperienza, da parte della società ho visto tanta disponibilità e questo mi porta a pensare positivo per il futuro. Abbiamo sicuramente una grande sfida da affrontare insieme, ma sono convinto che riusciremo giorno dopo giorno e mese dopo mese a costruire un qualcosa di solido e duraturo. Sappiamo perfettamente qual è il nostro punto di partenza, cercheremo di fare meno errori possibili ma vogliamo crescere, non solo dal punto di vista tecnico ma anche sotto tutti gli altri che possono far parte della società”.

Del progetto che la società le ha illustrato cosa le è piaciuto di più?

“Sicuramente la professionalità, il fatto di voler assegnare a ognuno le proprie competenze e dunque dare le proprie responsabilità, oltre al fatto di essere arrivato in un territorio abbastanza “vergine” con un palazzetto molto bello che andrà a essere implementato e che in un paio d’anni diventerà una bomboniera della SuperLega. Questo perché io ho sempre puntato molto anche sul rapporto con i tifosi: mi è piaciuto fare il tutto esaurito a Mezzolombardo, a Trento, Verona e poi anche a Modena, e credo che riusciremo in questo anche a Sora”.

Oggi è ufficialmente l’allenatore della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora, da dove inizierà il suo lavoro?

“La prima cosa sarà quella di confermare tutto lo staff tecnico e coordinarmi bene con loro. La seconda sarà prendere in carico pian piano tutti i giocatori che andremo a confermare rispetto alla passata stagione, che saranno almeno cinque o sei, e in terza battuta ma non per ordine di importanza, confrontarmi bene con il vertice della società per fare tre o quattro acquisti che consentano alla squadra dal punto di vista tecnico di ben figurare in categoria”.

Che SuperLega si immagina? Come è cambiata dalla sua ultima presenza nella stagione 2012/2013?

“Ho avuto modo di allenare in SuperLega per tantissimi anni, soprattutto quando la Serie A1 era il campionato più bello al mondo quando tutti i migliori giocatori russi, brasiliani, cubani, ne facevano parte. Poi c’è stata la crisi e il nostro campionato si è un pochino impoverito. Adesso però c’è un ritorno di fiamma nel senso che negli ultimi due o tre anni il livello si sta alzando di nuovo e possiamo contare su parecchie formazioni veramente molto interessanti. E non è un caso che anche a livello Europeo siamo presenti con la Calzedonia Verona ha vinto la Coppa, Trento che è arrivata in Finale di Champions League. Pertanto questa SuperLega di Sora sarà sicuramente di grande qualità”.

Ricco di contenuti e di bellissimi racconti il momento di relax condiviso con coach Bagnoli, un allenatore che sicuramente ha vissuto tanta pallavolo che conta nei momenti d’oro del nostro sport, e che certamente saprà guidare Sora nelle sue esperienze nella Serie. La chiacchierata la conclude così:

“Il primo impatto è molto buono, sono tanto carico e altrettanto motivato”.

Allora Guerrieri Volsci e non solo, preparatevi a stupirlo e a farvi stupire.

Presentato coach Bruno Bagnoli e la Sora che sara’

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È Bruni Bagnoli il primo allenatore della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Inaugura così la nuova era la società Argos Volley, con una conferenza stampa presso l’Azienda Agricola-Agriturismo “Oasi dei Sapori”, in località Colle le Vicenne a Posta Fibreno, dove in tavola vengono messi gli argomenti più importanti, quelli che preannunciano la Sora che sarà.

Come sempre i progetti sono ambiziosi e ben strutturati, curati nei minimi dettagli e suddivisi per aree di competenza. Per questo il vertice dell’Argos Volley sta lavorando alacremente e parallelamente su due fronti, quello puramente sportivo, e quello societario, per raggiungere in entrambi il professionismo necessario per ricoprire al meglio il suo posto in SuperLega.

“Questo sarà un anno importantissimo e impegnativo – dichiara Patron Gino Giannetti -, ma noi stiamo curando ogni aspetto e dettaglio cercando di cavalcare le novità della SuperLega per non farci trovare impreparati.
Ancora una volta mi sento di esprimere la mia gioia, la mia soddisfazione per quanto conquistato, ma ora è il momento di levarci dagli allori che ci siamo meritati e profondere l’impegno e la passione che ci contraddistinguono nelle prossime responsabilità che ci attendono. Dobbiamo pensare al futuro e strutturare sia la società che la parte sportiva: la prima con tutte le innovazioni che apporteremo iniziando dal concetto di marketing, passando per quello di media, stampa e comunicazione, fino ad arrivare al sociale, un settore su cui ci siamo sempre concentrati e che intendiamo continuare a portare avanti più di prima; spostando l’attenzione sul versante puramente sportivo mi preme esprimere la contentezza dell’Argos Volley nel poter contare sulla presenza, in questa nuova avventura, di Bruno Bagnoli, con il quale ci siamo trovati sin da subito per obiettivi, programmazione e scopi. Siamo consapevoli di aver lasciato un mondo, quello dell’A2, e di trovarne ora uno completamente differente, ma al contempo sappiamo di avere la forza e la volontà di poter prendere parte al meglio anche a questo”.

E dunque, la prima importante novità, il primo punto fermo ufficializzato, riguarda il significativo ingresso nello staff tecnico della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora della guida tecnica Bruno Bagnoli con un contratto biennale che potrebbe anche essere prolungato.

“E’ da qualche anno che seguo le vicende dell’A2 – inizia a raccontare coach Bagnoli -, e anche in questa stagione ho avuto modo di ammirare il lavoro svolto da un grande Sora sia sul campo che fuori, sia dagli atleti che dallo staff. La Globo si è sempre fatta trovare pronta e ha avuto il grande pregio di essere presente fisicamente bene nei momenti topici esprimendo, proprio quando era necessario, la sua miglior pallavolo. Questo ha subito palesato la professionalità e il lavoro che ci sono dietro a questo grande risultato. Dopo l’addio di Soli, cui faccio i miei complimenti per quanto raggiunto, si è aperta per me la possibilità di approdare a Sora. Io sono molto motivato perché ho visto, fin dal primo momento, una società valida, disposta a investire non solo sui giocatori ma su tutto l’apparato. Io sono un allenatore di progetto, sono stato diversi anni nella stessa città e, per esperienza, posso affermare che quando la base è solida e la struttura possiede continuità, i risultati arrivano. Reciprocità, fiducia e possibilità di confronti sono termini indispensabili per crescere insieme, componenti che ho ravvisato fin dal primo incontro.
Dal perseguimento di obiettivi comuni è così scaturito un contratto biennale che potrebbe anche essere prolungato in futuro: la nostra idea è costruire una realtà futuribile e che possa competere con tutte le altre realtà pallavolistiche italiane, non solo sotto il punto di vista sportivo-agonistico, ma di società stessa. Credo che questo possa essere un matrimonio fruttuoso sia per me che per il club, nonostante le difficoltà di un campionato complicato come quello di SuperLega dove incontreremo tanti campioni olimpici e dove dovremo fare i conti con tanti talenti, ma ciò che ci preme maggiormente è mettere i mattoni per il domani, approntare un roster robusto, con cinque o sei conferme della passata stagione e con degli innesti mirati che diano risultati ma che siano spendibili nel futuro. Dobbiamo concepire questo momento come tempo di evoluzione di una società con uno zoccolo compatto e aspirare a farne una macchina perfetta per il domani”.

Al tavolo dei relatori anche il Presidente dell’Argos Volley Enrico Vicini, il vice Ubaldo Carnevale, il General Manager Adi Lami e l’altro Patron Ivan Giannetti, pienamente in accordo con quanto già dichiarato e con le maniche rimboccate per lavorare in prima persona su tutti i progetti che insieme hanno ampiamente condiviso ed elaborato. Ha dare sostegno alle idee esposte, il direttivo della Banca Popolare del Frusinate che continuerà a essere una delle colonne portanti della struttura Argos Volley.

Novità dalla Lega Pallavolo Serie A

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Saranno tante le novità della prossima stagione per la Serie A UnipolSai. L’intera agenda è stata analizzata da due Consulte distinte tenutesi a Bologna.

Tre sono le date fondamentali nelle prossime settimane.
Il 30 giugno scade il termine per la presentazione delle domande di iscrizione alla Serie A UnipolSai, sia per la SuperLega che per la Serie A2.
Il 9 luglio la Commissione Ammissione Campionati terminerà il proprio studio documentale, inviando per ratifica alla Federazione l’elenco dei Club partecipanti.
Il 19 luglio a Bologna inizierà la tre giorni del Volley Mercato, che si chiuderà giovedì 21 luglio con “La Prima Battuta”, presentazione ufficiale dei calendari della stagione agonistica.

Ma ecco le novità della prossima annata.
Per la prima volta sarà poker, la Del Monte® Supercoppa 2016 nella sua nuova edizione vedrà quattro formazioni contendersi il trofeo, vinto lo scorso anno dalla DHL Modena.
A partecipare alla sfida saranno ogni anno le squadre con i migliori titoli di coppe europee per la stagione in corso. Le squadre in campo saranno quindi DHL Modena, Cucine Lube Banca Marche Civitanova, Sir Safety Conad Perugia (partecipanti alla Champions League 2016/17) e Diatec Trentino (partecipante alla CEV Cup 2016/17).
La data dell’evento è stata fissata al 24 e 25 settembre, con sede da definire.

Grandi novità per il Video Check System. I sistemi attuali, presenti su tutti i campi di SuperLega UnipolSai saranno espansi: con 6 telecamere in più, le macchine per il controllo delle azioni di gioco vigileranno anche sui tocchi del muro in tutti i match del Campionato.
Dalla prossima stagione poi, l’esordio in Serie A2 UnipolSai. Ogni Club sarà dotato di un nuovo impianto Video Check, con tutte le possibili chiamate disponibili come in SuperLega: in-out, fallo al servizio, invasioni, tocchi a muro.
Il sistema è stato rivisto con un nuovo software e nuovi sistemi hardware studiati in collaborazione con Data Project.

Saranno anche i tifosi a partecipare al grande quesito della nuova Serie A2 UnipolSai: come si chiameranno i due gironi?
La Serie A2 UnipolSai 2016/17 si presenta con una griglia di partenza particolarmente ricca. In attesa delle iscrizioni e della verifica da parte della Commissione Ammissione Campionati, sono un massimo di 20 le Società aventi diritto a partecipare il prossimo anno.
La formula studiata è un Campionato a doppio girone, con andata e ritorno. Le partecipanti in ordine di classifica confluiscono poi in una seconda fase con Pool Promozione e Pool Salvezza: si giocano andata e ritorno, ma non si disputano gli stessi match della prima fase acquisendone i punti classifica realizzati.
La proposta della recente Consulta di Serie A2 è di chiedere anche la partecipazione degli appassionati per scegliere i nomi dei due gironi. Infatti le due divisioni saranno composte per ranking e, in assenza di classici criteri geografici stile “conference” americane, possono assumere nomi di pura fantasia per evitare la desueta classificazione per lettera dell’alfabeto.
Colori? Grandi musicisti? Pallavolisti del passato? Altro? La parola al pubblico.
A partire da domani i canali social della Lega Pallavolo Serie A aprono al quesito: quali nomi scegliere per i due gironi della Serie A2?
La Lega raccoglierà tutti i pareri di tifosi e dei Club per la scelta finale.

Santucci: “Sora, un’ottima compagna di vita”.

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Riparte da Santucci la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora mentre Marco continua a coltivare un progetto ambizioso che con la maturità dei trent’anni è vissuto e affrontato con cognizione di causa. Un progetto comune che gli ha fatto raccogliere grandi frutti e che tra qualche mese lo porterà a vivere esperienze ambite da tanti ma destinate solo a pochi.

Matrimonio consolidato dunque quello con la Globo: tra i tre anni di cavalcata dalla serie B2 alla A2, quelli dal 2007 al 2010, e il ritorno nelle ultime due stagioni segnate anche queste da una vittoria epica, oramai Santucci è alla sua sesta presenza in maglia bianco nera.
Quanto la società crede in te? e quanto tu credi nel suo progetto futuro?

“Quello che mi lega principalmente alla Globo fin dal primo giorno in cui sono entrato a far parte del club – comincia a raccontare il libero Marco Santucci -, sono gli obiettivi.
Anno dopo anno il vertice societario ha sempre fissato dei punti fermi e altri a cui mirare, e io li ho sempre condivisi in pieno.
Trovare una società che per così tanto tempo, stagione dopo stagione, continui a investire per obiettivi importanti, non è facile e io sono felicissimo e onorato di farne parte, sia della società che di qualunque progetto essa abbia. Per questo sono arrivato a firmare la mia sesta presenza perché, come nei cinque anni passati, anche per questa nuova avventura sportiva condivido e accetto il progetto della Globo che continua a combaciare con il mio. Questa coincidenza di obiettivi, di desideri, di scopi, credo sia il segreto del nostro rapporto duraturo e della stima reciproca che si è venuta a creare anno dopo anno”.

Hai raggiunto una certa e notevole maturità professionale, che giocatore sei diventato? E quanto e in che modo Sora ha contribuito in questo?

“Sento che posso ancora crescere. I miei 32 anni non sono sinonimo di piena maturità perché ho ancora tanta voglia di lavorare e migliorare sia sotto il profilo tecnico che umano. Sora nella mia crescita ha contribuito molto e continua a farlo tantissimo, senza peccare di presunzione mi sento di dire che nel corso degli anni siamo cresciuti insieme e che Sora è stata un’ottima compagna di vita”.

Per te sarà la prima volta in SuperLega come del resto per la Globo, che esordio sarà?

“Non ne ho la più pallida idea, ho solo tanta voglia di iniziare e giocare contro campioni italiani e stranieri che non ho mai avuto l’occasione di incontrare e affrontare. Sarà un grandissimo stimolo, non ho nulla da perdere ma tanta voglia di godermi in pieno la possibilità che mi è stata data”.

La curiosità più grande che hai per la prossima stagione?

Come Marco Santucci si comporterà in questa SuperLega”.

Saluti la Serie A2 da re della seconda linea con le classifiche di rendimento stilate dalla Lega Pallavolo Serie A al termine regolar season che ti vedono sul gradino più alto del podio della stagione 2015/2016, ci fai un bilancio delle tue prestazioni in generale?

“Per rispondere a questa domanda ho bisogno di fare un passo indietro e tornare alla stagione 2014/2015 che finì male sia a livello di squadra che personale. Durante l’estate ho avuto molti dubbi sul cambio di ruolo, torno a fare lo schiacciatore con quello che ne consegue o continuo a fare il libero? La società ha avuto fiducia in me e questo nella mia mente ha fatto scattare una molla, la voglia di mettercela tutta per capire fino in fondo se potevo perseguire nella mia scelta o fare un passo indietro. Durante questa annata sportiva, allenamento dopo allenamento, partita dopo partita mi sono sentito sempre in continua crescita e il bello è che sento di poter migliorare ancora”.

Questi tuoi risultati personali che contributo hanno dato alla squadra e alla vittoria finale?

“Sono più contento per quello che ho trasmesso ai miei compagni sotto il profilo emotivo che per la vittoria della classifica di rendimento, a volte la differenza la fa un sorriso o un consiglio a un compagno piuttosto che una ricezione o difesa fatta bene. Penso che alla vittoria finale abbia contribuito più il mio carattere che la mia tecnica”.

Qual’è la palla che sei stato più orgoglioso di ricevere e/o difendere? e invece quella che ti ha fatto più paura? hai qualche rimpianto?

“Come faccio ad avere rimpianti dopo una stagione del genere? Scherzo, ovviamente la sconfitta nella Finale di Coppa Italia, però ci siamo rifatti e alla grande.
La paura non fa parte delle sensazioni che provo quando entro in campo, nel corso degli anni ho capito che il modo giusto per affrontare le partite è quello di godersi palla dopo palla con lucida e serenità. Non ci sono palle recuperate in particolare, ma a detta dei miei amici e parenti più stretti in gara 5 di Finale Play Off ne ho recuperate abbastanza, forse come non ho mai fatto, e mi bastano quelle. Io ero in trance e non ricordo nulla, devo ancora realizzare al punto giusto per poter rivedere la partita”.

Il ricordo più bello di questa stagione che ti porterai nel cuore qual è?

“I miei compagni: ragazzi semplici e sempre con il sorriso sulle labbra anche nei momenti difficili, un vero gruppo con il quale ho avuto immenso piacere di condividere tutto”.

Quanto tempo hai impiegato a realizzare la grandezza dell’impresa epica che avete realizzato?

“Ancora non realizzo del tutto, ho tanta gioia dentro mi sembra di volare, è una sensazione bellissima. Voglio godermela finché dura”.

Cosa significa per te questa vittoria?

“Ci tenevo tantissimo, ho cambiato ruolo anche per raggiungere quest’obiettivo e vedere che i sacrifici fatti per anni hanno portato il loro frutto mi riempie di gioia. Ringrazio mia moglie e la mia famiglia che mi sono stati sempre vicini e penso di averli ripagati per i tanti chilometri e i tanti sacrifici che hanno fatto per me”.

Oltre la Serie A.

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Argos Volley: oltre la serie A. Perché la società volsca non è sinonimo unicamente di professionismo, SuperLega e nomi altisonanti. Il club sorano è anche passione e amore per il proprio territorio, impegno per il sociale e investimento per il futuro. Oltre che sui campi di tutto lo stivale l’Argos Volley ogni anno profonde le proprie forze tra i giovani cittadini del comprensorio conquistando risultati sempre più soddisfacenti e stimolanti affinché, in futuro, si faccia ancora meglio, se possibile.

Come ogni anno gli uomini del patron Giannetti dirigono sforzi umani ed economici verso l’istituto formativo dell’essere umano per eccellenza, la scuola, e lo fanno diversificando l’apporto in diverse strategie ma con lo stesso obiettivo: formare un individuo dai sani principi con un corretto stile di vita e che sappia vivere nella collettività. Sono dunque gli incontri scolastici l’attività faro degli uomini Argos, come dimostrato dai numeri toccati in stagione: circa 5000 alunni incontrati (elementari, medie, superiori), 2 visite settimanali per 6 mesi di lavoro – come da planning societario -, sei comuni coinvolti: Sora, Broccostella, Isola del Liri, Campoli, Castelliri, Monte San Giovanni Campano.
In queste visite, il responsabile del progetto coach Maurizio Colucci è stato sempre accompagnato dagli atleti della serie A che, di volta in volta, hanno animato le ore a disposizione dei più piccoli, facendosi conoscere, illuminando i loro occhi attraverso la dimostrazione pratica di un gesto tecnico, intrattenendo con loro conversazione, rapporto e supporto, perché ogni eccellenza del presente e del domani è stata un bambino con un sogno.

“Abbiamo preso dei ragazzi e fatti diventare uomini ed eccellenze nel nostro sport” ha detto Gino Giannetti, e questa filosofia accompagna da sempre tutta l’operosità dell’Argos Volley che mette al primo gradino dei suoi interessi proprio il bambino di oggi, uomo ed eccellenza del domani. A spiegarlo la voce della dirigente Antonella Evangelista:

“La nostra società ha da sempre creduto che le eccellenze vadano distribuite e che il territorio debba crescere. I nostri atleti hanno per contratto l’obbligo di impegnarsi a tal fine, di diffondere la pratica sportiva nelle scuole del territorio. Questo tipo di responsabilità rientra tra quelli che il contratto definisce come “impegni agonistici”, a palese dimostrazione di quanto per noi sia importante partecipare all’educazione delle giovani leve, avvicinandole il più possibile a uno stile di vita sano e corretto. Per noi lo sport è portatore di valori sociali importanti, quegli stessi valori che consolideranno il cittadino coscienzioso e consapevole del domani. Competere vuol dire avere rispetto dell’avversario, riconoscere se il rivale ha più talento di te e avere rispetto del verdetto del campo; vuol dire legarsi ad un gruppo, perseguire uno scopo comune e aiutarsi reciprocamente. Portare il nostro mondo, che è una realtà pulita, nelle scuole, attraverso un professionista della massima serie, vuol dire far passare un messaggio pedagogico: lo sport può si diventare una professione, ma può e deve essere sempre accompagnata dallo studio, come insegnano i nostri stessi giocatori. E avvicinare i ragazzi a tutto ciò ha valenza cooperativa su tutto il territorio: visitando i vari comuni e parlando con i giovanissimi, non necessariamente questi verranno da noi per praticare sport, ma molto più probabilmente lo faranno nella città di residenza, aiutando così lo sviluppo del comprensorio come corpo unico. L’Argos da sempre opera sul territorio, è radicata e cresciuta a Sora da circa 40 anni, ha lo stesso presidente, Enrico Vicini, da circa trent’anni, è sostenuta e formata da un collettivo di persone che crede fortemente in quelle individualità che poi formano il gruppo e sfornano eccellenze in ogni settore: a partire da quello sportivo, con tanti atleti provenienti dal nostro vivaio e che oggi si trovano a calcare campi della serie B e della serie A, passando per lo staff tecnico dove il nome di coach Maurizio Colucci è esaustivo di un’impresa, quella dei playoff, che ne porta la firma indimenticabile, fino ad arrivare a tutti gli altri settori, medico, mediatico. E proprio il dono della SuperLega sarà, da parte nostra, un regalo a Sora: l’Argos è una realtà inclusiva, aperta a quanti vogliano aiutarci a crescere ancora, perché miriamo ad aumentare sempre la nostra efficienza e la nostra alacrità”. Alle parole della dirigente fa eco coach Maurizio Colucci: “Il messaggio che i nostri atleti vogliono divulgare tra i bambini è quello di fare sport, aldilà di quale sia la disciplina sportiva scelta, e lo fanno raccontando le loro esperienze e come magari si sono avvicinati al volley partendo però da pratiche differenti. Perché ciò che è salutare è l’attività fisica, a prescindere da quale si scelga. Perché il nostro scopo è il diffondersi di qualsiasi attività, a prescindere dalla pallavolo. Oltre, quindi, gli incontri che nell’arco della stagione l’Argos pianifica all’interno degli istituti scolastici, è stato organizzata la terza edizione del torneo interscolastico “Oasi dei Sapori”, in collaborazione con l’omonimo agriturismo. La nostra società mette a disposizione un budget, non solo di competenze e professionalità, ma anche economico; ogni scuola partecipa gratuitamente alla competizione e usufruisce di materiale sportivo, divise e quant’altro, come segno tangibile del nostro passaggio. Il nostro speciale legame con i giovani torna ad essere ribadito anche attraverso il discorso delle giovanili: se con i campionati di A2 siamo stati punto di riferimento della provincia, con i più piccoli abbiamo disputato competizioni regionali e nazionali e ad oggi siamo convinti che bisogna continuare su tale strada, dando però l’opportunità non solo alle eccellenze sportive di scendere in campo e giocare; per cui, accanto a tornei d’eccellenza, viaggeranno di pari passo tornei accessibili a tutti, dove salute e divertimento saranno le parole d’ordine. La nostra associazione, anche in estate, non fermerà il lavoro nel sociale e a breve esporremo un programma di attività volte ai grandi e ai più piccini”.

Cristina Lucarelli